Motomondiale

MotoGP, Aleix Espargarò spiega il black-out: “Nel box non sapevo dove fossi”

Aleix Espargarò ritrova il sorriso dopo l’errore commesso nell’ultima gara di MotoGP al Montmelò. Ha festeggiato il secondo posto al penultimo giro, non accorgendosi che ne mancava ancora un altro prima della bandiera a scacchi. Nel corso del programma “El Hormiguero” il pilota Aprilia è stato tallonato sull’argomento: “E’ stato un errore grave. Sono stato davvero male, ero secondo davanti a tutto il pubblico di casa. Ho iniziato a piangere, vergognandomi molto. Sono arrivato al box e non sapevo dove fossi“.

Il podio nella gara in Catalunya aveva un valore particolare per Aleix Espargarò, nato e cresciuto a pochi chilometri di distanza da questo circuito. Una vittoria avrebbe coronato il sogno di una vita, ma Fabio Quartararo non era più raggiungibile già dopo il primo terzo di gara. Il maggiore dei fratelli Espargarò ha voluto prendere alle lettere i suggerimenti dei tecnici di Noale e della Michelin che invitavano a gestire le gomme nei primi giri. Se avesse avuto il coraggio di spingere da subito forse tutto sarebbe finito diversamente. In questa stagione MotoGP ha ottenuto una vittoria e quattro podi che valgono il secondo posto in classifica. In caso di vittoria avrebbe festeggiato “con la squadra, poi pizza o sushi con i miei figli e mia moglie, sono un ragazzo noioso“, ha scherzato il pilota Aprilia.

Prima di tutto vorrei abbracciare Aleix, perché deve essere molto arrabbiato. Aveva conquistato il podio, il secondo posto dopo una grande gara e in una stagione in cui sta dimostrando di essere un grande pilota. Sta portando l’Aprilia al top“. Con queste parole di affetto Julián Simón, ex pilota in 125, 250 e Moto2, si è rivolato ad Aleix Espargarò, che domenica a Barcellona ha perso un secondo posto ormai certo per aver festeggiato con un giro di anticipo la conclusione della gara. Un errore clamoroso, che ha fatto il giro del mondo e che è costato all’alfiere della Aprilia nove punti. Un bottino pesante in un campionato come quello di quest’anno, estremamente equilibrato. Simón, intervistato da AS, sa bene di cosa parla. Oggi infatti è il coach di chi quella classifica iridata la sta guidando: Fabio Quartararo.

Soprattutto però, il 35enne spagnolo nel 2009 si trovò esattamente nella situazione di Aleix Espargarò. Anche lui a Barcellona sbagliò il conto dei giri, pensando che la gara fosse terminata un giro prima della sua conclusione effettiva e gettando al vento una vittoria. Raccontando la sua esperienza diretta, Simón ha dato la stessa spiegazione fornita da Aleix Espargarò: fu anche lui tratto in inganno dalla torre della pit-lane, che segna “L1” come penultimo giro e “L0” come ultima tornata, differentemente rispetto a tutti gli altri circuiti. “Io ero così concentrato che quando ho tagliato il traguardo non mi sono accorto di un altro errore – ha raccontato Simón – e cioè che non c’è la bandiera a scacchi. Credo che a lui sia successa la stessa cosa che a me. La concentrazione ti porta a un livello così estremo che smetti di notare la bandiera a scacchi, che in realtà è ciò che ti dice che la gara è finita”.

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