Motori | Viaggio in moto: cronache di una vacanza calabra

Prendi una coppia sui generis, un classico Yamaha degli anni ’90, una tenda, poche pretese e tanta voglia di avventura: parte da qui il nostro viaggio in lungo e in largo per la meravigliosa terra calabra.

Viaggio in moto – Mio marito non è mai stato un tipo da hotel di lusso e centro benessere e si taglierebbe un dito piuttosto che spararsi le pose nelle discoteche di Gallipoli. Quindi, al momento di organizzare le tanto agognate vacanze estive, non avevo il minimo dubbio che avrebbe proposto un viaggio wild rigorosamente su due ruote. Ma l’idea di una canadese come giaciglio con bagno e doccia di fortuna lasciava un po’ perplessa la mia parte germofobica. Come sempre alla fine, è stata la passione viscerale che mio marito mette in tutto a non negarci questa esperienza ed ora lo ringrazio perché, ancora una volta, mi ha regalato una finestra sul mondo, nudo e puro così com’è.

Viaggio in moto - Terrazza naturale a Scilla
Terrazza naturale a Scilla

Viaggio in moto – Armiamoci e partiamo!

Dopo aver passato in rassegna tutti i video di Gionata Nencini, nemmeno dovessimo attraversare le Vie della Seta, siamo finalmente pronti per scegliere l’attrezzatura:

  • tenda 2 seconds fresh&black che un bimbo monterebbe ad occhi chiusi ma ti fa imprecare come un veneto alla prima chiusura
  • stuoie e sacchi a pelo per apprezzare la durezza del terreno perché sulla moto, a detta di mio marito, il materassino gonfiabile ci sta solo se scendo io
  • torcia, borraccia e spray anti zanzare
  • il numero minore di indumenti mai visto in vita mia
  • chiavi, cacciaviti, fascette, nastro e, immancabile, Nostra Signora Cartina direttamente dalla collezione personale di mio marito

Viaggio in moto – Dallo Ionio al Tirreno

Dopo aver assicurato il borsone e la tenda al bauletto, la XT 600 era carica quasi quanto noi. Mio marito ha una sola regola: niente autostrada! Ben vengano statali panoramiche e provinciali, ancor meglio se dissestate e con segnaletica assente… Il nostro viaggio parte dal versante ionico, precisamente da Catanzaro, imboccando la SS 106 alla volta di Crotone, una città avvelenata, dilaniata dal male del secolo. Ma è la bellezza del mare che resta immutata nonostante l’opera distruttiva dell’uomo. Giunti a Villapiana ci inoltriamo nell’entroterra e ci rendiamo conto della sconfinata bellezza di questa terra che offre una vastità inesplicabile di paesaggi, quasi a racchiudere le meraviglie di un’intera nazione in 15000 km2.

Viaggio in moto - Punto di osservazione vicino Orsomarso
Punto di osservazione vicino Orsomarso

Dopo una sosta a Morano, borgo bijou alle pendici del Pollino, ormai alla fioca luce del tramonto proseguiamo fino a Orsomarso attraversando la selvaggia Riserva del Fiume Argentino. La discesa fino in paese è tortuosa con forte pendenza e, dopo 300 km pigiata tra la tenda ed il pilota, inizio a sentire la stanchezza. Eppure potrei giurare di aver percepito il sorriso di mio marito da sotto il casco e questo mi bastava. Quando è quasi sera decidiamo di proseguire sbucando nel pieno della Riviera dei Cedri alla ricerca di un posto per la notte. Sono finalmente pronta a gustarmi la scena del montaggio della tenda ma il mio entusiasmo viene subito smorzato dal fatto che il marchingegno infernale si apre davvero in due secondi…

Viaggio in moto - Sosta a Morano Calabro
Sosta a Morano calabro

Viaggio in moto – Paradiso in terra

L’indomani scopriamo che lo smontaggio non è così semplice, almeno finché non troviamo il tutorial intuitivo che salva sempre. Poco dopo siamo di nuovo in sella alla volta di Diamante ma la tappa che ho scelto mi si rivolta contro quando mi spiaccico il cornetto sull’unico paio di pantaloni pulito… Da qui fino a Ricadi è un tripudio di acqua cristallina e spiagge da cartolina. Amantea, Gizzeria, Pizzo, Briatico, Parghelia, Tropea fino a quello che per me è “il paradiso in terra”: Capo Vaticano. Gli occhi mi bruciano per il sole accecante che riflette sul Tirreno e credo di non aver mai sudato tanto in vita mia. Eppure non vorrei essere in nessun altro posto.

Viaggio in moto - Capo Vaticano
Capo Vaticano – Photo Credit: weplaya

La XT del ’92, gentilmente concessaci da un caro amico, è un toro di moto, prosegue spedita sul bagnato quando ci coglie un acquazzone estivo, è indiavolata sulla sabbia, sulle pietre e, all’occorrenza, fa divertire entrambi in piega e culla me per un riposino in bilico. Si, lo ammetto, ho fatto un paio di brevi pennichelle… Nel tardo pomeriggio arriviamo a Scilla che ci riserverà una vista da copertina dalla terrazza naturale sulla quale posizioneremo la tenda.

Viaggio in moto - Panorama dalla terrazza naturale a Scilla, sulla sinistra si intravede la Sicilia
Panorama dalla terrazza naturale a Scilla, sulla sinistra si intravede la Sicilia

Viaggio in moto – Su fino a 2000 metri!

Nuova alba, nuovo giorno. Ci lasciamo dietro l’acqua limpida di Chianalea per inoltrarci nel selvaggio Aspromonte. Se finora sedere e schiena hanno retto bene alla traversata, l’attraversamento del parco li metterà a dura prova. A Melia ci mettono in guardia sulla strada impervia e dissestata ma poco ci importa a questo punto. Oltrepassiamo Gambarie per poi immetterci sulla famosa strada e scopriamo che impervia era un eufemismo. Siamo intenzionati a proseguire fino al cuore del parco, Montalto, a 1956 m, ma non siamo attrezzati per tali altitudini e tremiamo in perfetta sincronia.

Viaggio in moto - Parco Nazionale dell'Aspromonte
Parco Nazionale dell’Aspromonte – Photo Credit: parks.it

Ancora non mi capacito di come quel pezzo di uomo pieno di viti e piastre in titanio che mi trasporta possa guidare in quelle condizioni, per tutto quel tempo senza mai fiatare. Io, di certo, mi son lamentata di più. Da Montalto a San Luca la strada sembra infinita. Da un lato una vegetazione così fitta che non vedi il suolo, dall’altro enormi monoliti si ergono dalla boscaglia. La discesa verso San Luca ci permette di riscaldarci alla luce del sole e proseguiamo fino a vedere nuovamente il mare, il nostro Ionio, fino a Bovalino. Nel pomeriggio saremo di nuovo nella nostra città.

Viaggio in moto - Il monolite Pietra Cappa nel cuore dell'Aspromonte
Il monolite Pietra Cappa nel cuore dell’Aspromonte – Photo Credit: studiolarus

L’ultimo tratto è il momento giusto per tirare le somme. Ho dormito in tenda ed è stato illuminante. La mattina, aprendo la zip, si para davanti uno spettacolo sempre diverso che rimpiangi i soldi spesi finora per gli alloggi. Ho usato bagni pubblici, a volte ad occhi chiusi, ma sono ancora viva e sana. Ho fatto 900 km in enduro in meno di tre giorni ma ammetto che per due ho avuto le chiappe rosse. In tutta sincerità, non vedo l’ora di rifarlo proprio perché è stato scomodo, a tratti faticoso e puzzolente ma sicuramente vero, genuino, quasi mistico. Ma non diciamolo a mio marito perché sennò l’anno prossimo mi tocca il giro del Laos in Vespa.

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