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Mottarone: accusati i responsabili della tragedia

L’incidente che il 23 maggio 2021 è costato la vita a 14 persone si sarebbe potuto evitare. Sia il direttore che il titolare delle ferrovie Mottarone erano consapevoli che la cabina numero 3 funzionava “con il freno di emergenza disinserito”. I problemi tecnici c’erano già da molto tempo ma erano stati ignorati. Il sistema era stato disattivato per risparmiare.

La tragedia del Mottarone: i responsabili

Photocredit: rainews.it

Gli esperti l’avevano dichiarato da subito: l’incidente era stato causato da una gestione superficiale e scorretta. La Cassazione invece aveva annullato gli arresti domiciliari per i colpevoli Enrico P. (direttore di esercizio) e Luigi N. (titolare delle ferrovie del Mottarone). Ad oggi è la stessa Cassazione a deliberare che entrambi sono stati colpevoli della tragedia. Consapevoli del malfunzionamento avrebbero “espressamente avallato questo incauto modus operandi”, come riportato da Vanity Fair.

L’accusa: “L’ingegnere P., trovandosi in posizione sovraordinata nella scala gerarchica aziendale e avendo il potere, quale direttore di esercizio, di fornire al personale dipendente indicazioni sugli adempimenti da espletare per garantire la sicurezza dei lavoratori, avrebbe istigato, per ragioni di convenienza economica, Gabriele T. (dipendente delle Ferrovie del Mottarone srl, ndr) a disattivare il sistema frenante d’emergenza e a omettere la rimozione del ceppo nell’orario di apertura al pubblico della funivia”. L’impianto funzionava male già da tempo ma sui registri non se ne fa cenno. Il tutto era parte di una strategia che permetteva all’azienda di risparmiare.

La posizione dei due accusati è differente: quella di N. deve essere rivalutata, per P. sarebbe sufficiente l’interdizione dall’esercizio della professione. Il comportamento tenuto dai due è quello che ha effettivamente causato l’incidente: tra le principali cause i forchettoni inseriti che esclusero i freni. Non si è trattato di uno sbaglio, erano stati inseriti per far fronte ad un problema tecnico e non perdere gli incassi.

Fonte: Vanity Fair

Francesca De Fabrizio

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