Ieri, 6 gennaio, ha compiuto gli anni una delle figure più emblematiche non solo del cinema moderno ma di tutta la cultura occidentale. Stiamo parlando di Rowan Atkinson, che ieri ha spento 71 candeline tra i festeggiamenti dei suoi cari ma soprattutto del mondo social. Il pubblico non ha mai dimenticato il personaggio a cui nel lontano 1990 ha dato vita: Mr. Bean!. Ripercorriamo insieme la vita e la carriera di un personaggio iconico e di un attore sorprendente che, con naturalezza, ha creato un linguaggio mimico universale e un mondo, quello di Mr. Bean, rimasto caldamente nel cuore di tutti.
Da studente timido a personaggio simbolo di una Nazione
Al pari della Regina Elisabetta, di Einstein, di Charlie Chaplin, Mr. Bean è un’icona mondiale. Il personaggio dall’abito marrone ha fatto della mimica facciale il suo linguaggio principe per comunicare ogni disagio, ogni guai combinato. Oggi, da più di 20 anni, è un’icona, stampata in ogni angolo della Gran Bretagna e riconosciuta in tutto il mondo. Se guardiamo soltanto ai dati Youtube, dei canali che lo distribuiscono, Mr. Bean supera i 10 milioni di iscritti e le milioni di visualizzazioni al giorno. Ma chi è Rowan Atksinon prima di salire nel maggiolino verde, prima di diventare film, cartone animato, fumetto e videogioco, prima di penetrare i media moderni e di rapire il cuore di grandi e piccoli con il suo umorismo catartico? Rowan Sebastian Atkinson, classe ’55, nato nella contea britannica di Durann, è stato un ragazzo timido, ma determinato. Passando dall’Università di Newcastle a quella di Oxford, senza mai lasciare la recitazione. Tra un esame e un altro ha letto e studiato centinaia di copioni per recite teatrali, lavorando alle sue enormi capacità espressive.

Blackadder: I luminosi Anni ’80
Il primo importante progetto per Atkinson fu la sitcom di ambientazione storica Blackadder, nella quale interpretava in diverse epoche storiche Edmund: un suddito maldestro ed egoista di varia estrazione sociale che tenta sempre di cavarsela tra situazioni difficili ed impreviste. Furono prodotte 4 serie da 6 episodi ciascuno, dal 1983 al 1989. La comicità della sitcom è dovuta alla brillante interpretazione di Atkinson ma anche alla sceneggiatura, ricca di idioms e concetti tipicamente legati alla cultura britannica. Motivo per cui la sitcom arrivò in Italia solo nel 2007. Questo fu solo un trampolino di lancio per un attore, ancora acerbo, eppure così maturo nel suo modo di dare vita ai personaggi. Il futuro di caratterista e attore comico era già scritto e sarebbe esploso dopo soli pochi anni.
Una serie sui fallimenti dal successo planetario
Rowan Atkison raggiunge una fama internazionale solo con Mr. Bean, la serie ad episodi che debutta dal 1990 e termina nel 1995. Emblematico è il film che uscirà due anni dopo la fine della saga: Mr. Bean – L’ultima catastrofe, in cui Mr. Bean la fa proprio grossa, e soprattutto capisce che il suo pubblico, che non l’aveva affatto dimenticato, era pronto a tornare nel suo mondo, come al fianco di un vecchio amico. A seguire lo stesso fenomeno fu il film del 2007 Mr. Bean’s Holiday. Mr. Bean, chiamato sempre con questo nome o forse cognome, è un infantile e maldestro uomo britannico, ritratto in scene di vita quotidiana in cui finisce sempre per combinare disastri. L’utilitaria Mini verde e l’orsetto marrone di peluche sono simbolo di un personaggio riconoscibilissimo. Ingenuo, mai arrogante, sarcastico, fintamente furbo, curioso, e con un modo tutto suo di stare al mondo, basato sul godimento di azioni quotidiane, a cui è legatissimo.

Dall’agente 007 ad un ‘quasi’ addio a Mr. Bean
Negli anni 2000 Atkinson idea e crea un nuovo personaggio, quello del maldestro agente segreto del MI7 Johnny English. L’attore, ricordiamo, aveva avuto realmente una piccola parte nel film della saga di James Bond del 1983 Mai dire mai, e decise in seguito di farne una parodia. Al primo film del 2003 ne seguono altri due negli anni ’10 e la serie completa riesce a ottenere un discreto successo mondiale, con un guadagno totale pari a quasi 5 volte il budget di produzione. Un attore che ha studiato intensamente i generi, attraversandoli con intelligenza e reinventandoli attraverso il suo personalissimo sguardo comico. La serie animata di Mr. Bean va invece in onda dal 2002 in Gran Bretagna fino al 2025. Ma cosa ne è oggi di Mr. Bean?

Nel 2021 l’attore ha dichiarato in numerose interviste di aver detto ufficialmente addio al suo personaggio. Data anche l’età, si è raccontato così a Radio Times: “È diventato stressante continuare a vestirne i panni sulla scena. È più facile interpretare Mr. Bean con la voce che visivamente. Non mi diverte più farlo, non è piacevole il peso della responsabilità che avverto. È stressante ed estenuante, non vedo l’ora di finirla”. Il suo ultimo lavoro con il personaggio è stato quello della serie Netflix Man Vs. Bee. Un capitolo ad oggi dunque chiuso a tutti gli effetti, ma che non smette, grazie ai numerosi film fatti, di generare consenso e fascinazione. Ricordiamo che Rowan Atkison è su Netflix con il suo ultimo film, sequel di Man Vs Bee., Man vs. Baby. Un’esilarante versione natalizia che non sembra poi così sganciata dall’universo Mr. Bean. Certe cose, anche senza volerlo, tornano, e Mr. Been continua a vivere, a modo suo, anche nei film più recenti di Rowan Atkison.
L’hobby delle auto di lusso e una vita privata al riparo
Ma quale vita si cela dietro chi ha creato Mr. Bean? L’attore sarebbe molto riservato sulla sua vita privata. Ad oggi sappiamo però che Atkinson è stato sposato per 23 anni con la truccatrice Sunetra Sastry, con la quale ha avuto due figli: Benjamin Alexander Sebastian Atkinson (nato nel 1993) e Lily Grace Atkinson (nata nel 1995). I due hanno annunciato il divorzio nel febbraio del 2014; in seguito avrebbe cominciato una relazione con l’attrice Louise Ford, con cui nel 2017 ha avuto una figlia, Isla May. Rowan Atkison è inoltre un accanito collezionista di auto d’epoca e ne possiede molte. Scrive quando può anche articoli per Car, una rivista britannica dedicata a chi ama le auto.
Gli incidenti ‘fortunati’ e le 71 candeline
L’attore sarebbe anche molto fortunato. E’ noto quante volte abbia rischiato di perdere la vita a bordo di mezzi di trasporto. Nel ’99 uscì indenne da un incidente automobilistico, nel 2001 in Kenya rischiò la vita mentre stava volando su un aereo privato insieme alla sua famiglia, a causa di uno svenimento del pilota, e nel2011 ebbe un brutto incidente automobilistico ad Haddon. Ieri, 6 gennaio, l’attore ha compiuto 71 anni. Celebra un traguardo importante, alla luce delle mille difficoltà affrontate, e con lui il suo mitico personaggio, che continua a vivere nella mente, nella cultura, e nei ricordi di ogni generazione che l’abbia amato.
Mr. Bean è un abbraccio al mondo intero
Lo slapstick comedy, l’intelligenza arguta della sceneggiatura, l’indole caparbia e umoristica. Mr. Bean ne combina davvero di tutti i colori ma riesce sempre in tutto, per il rotto della cuffia. Mr. Bean, più di tutti i personaggi di Atkinson, è l’ outsider, il bambino-adulto di cui si torna sempre ad avere bisogno. Colui che vorremmo essere, planando sulle pesantezze del mondo, godendo dell’ everyday life, senza l’ansia di ciò che possa accadere. Le avventure che vive, o meglio, che si trova a vivere non per sua intima scelta, sono affrontate sempre con la sua surreale e simpaticissima visione del mondo. Visione, che negli anni, grazie a lui, è diventata anche la nostra. Un mondo più colorato, più semplice, in cui si possa ancora ridere del difetto, degli errori. Perchè Mr. Bean, a distanza di anni, ci insegna questo: c’è sempre un modo per aggiustare le cose, per una seconda possibilità, per un gesto gentile, per un abbraccio impacciato. Proprio come Mr. Bean fa con chi vuol bene, e senza neanche volerlo, con tutti noi.
Doriana Gatta





