Oggi, 26 giugno 2026, è uscito il nuovo album dei Muse dal titolo “The Wow!Signal!”. Composto da dieci tracce, segna il ritorno in studio della band britannica e rappresenta l’inevitabile rinascita del gruppo. A distanza di quattro anni da “Will Of The People”, questo nuovo lavoro ha il compito di far tornare alle origini la loro musica, che nell’ultimo periodo aveva visto contaminazioni stilistiche differenti rispetto a quelle degli inizi. Il sound, infatti, è caratterizzato da un rock più puro e classico, senza mai mancare, però, sfumature elettroniche e sinfoniche.
“The Wow!Signal!” – La recensione del nuovo album
Anticipato da alcuni singoli tra cui “Be With You”, il nuovo album dei Muse si pone come ponte tra il vecchio e il nuovo, sperimentando l’unione tra sonorità già familiari a contaminazioni che da sempre fanno parte del percorso della band anglosassone. Tra i temi principali che caratterizzano questo lavoro vi sono le fragilità dell’animo umano, l’isolamento tecnologico e il mistero cosmico, il tutto reso ancora più intenso da note intime, delicate e al contempo decise che rendono il tutto ancora più profondo.
Il titolo stesso, “The Wow!Signal!”, vuole richiamare il noto stimolo interstellare rilevato nel lontano 1977 e rappresenta la necessità di un punto di incontro con qualcosa di grande e ancora poco conosciuto. Inoltre, è evidente come Matthew Bellamy abbia dato tutto se stesso per creare qualcosa di estremamente intimo e viscerale in cui l’ascoltatore non può far altro che immergersi e lasciarsi trasportare nelle pieghe più nascoste del suo animo.
Ogni metafora e richiamo al cosmo, peraltro, vuole proprio essere sinonimo di tutte le difficoltà che l’individuo è chiamato ad affrontare, quali l’angoscia, l’ansia e la conclusione di un amore. È importante notare, in tal senso, come ci sia un grande filo conduttore in quasi tutto il CD, ovvero la profonda solitudine di ognuno di noi. Difatti, nonostante la tecnologia ci permetta di essere costantemente iper connessi, essa ci rende, in realtà, sempre più isolati, apatici e privi di empatia verso il mondo.
Il tema della speranza oltre il disincanto
Nonostante questa dura visione del mondo attuale, la band ha comunque creato delle canzoni in cui compaiono i temi della speranza e della fiducia verso un futuro in cui le cose possano cambiare in meglio e ci si possa di nuovo “connettere” fisicamente, tornando alla luce del sole e abbandonando la tecnologia intesa come unico strumento di contatto con gli altri. Altro aspetto importante del disco è l’inserimento di scenari cinematografici, tra cui il più evidente quello della “Teoria Della Forestra Oscura”.
Il singolo “The Dark Forest”, infatti, esplora questa teoria secondo cui l’universo è pieno di entità civilizzate ed estremamente intelligenti, le quali, però, sono obbligate a nascondersi per poter sopravvivere. L’universo, secondo queste affermazioni, viene visto come una foresta pericolosa in cui bisogna lottare per la propria sopravvivenza poiché ogni cacciatore (ovvero tutte le civiltà che fanno parte dell’universo) non sapendo se chi incontra lungo il cammino è ostile o meno preferisce attaccare anziché rischiare la propria vita.
Questo nuovo progetto in studio dei Muse è un mix tra visioni misteriose e quasi apocalittiche e metafore che richiamano la solitudine umana, accentuata dall’eccessivo utilizzo di strumenti tecnologici che non fanno altro che renderci più distanti e frustrati. Il tutto accompagnato da sonorità capaci di far sentire il pubblico accolto, emozionandolo come solo la musica della band anglosassone riesce a fare. Sembra quasi un viaggio inevitabile negli abissi più profondi e interiori in cui ci si trova necessariamente a fare i conti con qualcosa che non ci si aspettava.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





