Lo aveva detto lei stessa, al termine della lunghissima Brat Summer: «Penso che la dance floor sia morta, quindi ora facciamo musica rock». Le sue parole, pronunciate durante un’intervista per British Vogue, lasciavano intendere che, archiviata la parentesi Wuthering Heights, la cantautrice inglese, all’anagrafe Charlotte Emma Aitchison, si sarebbe dedicata a un genere completamente diverso rispetto al suo sound distintivo, e più vicino alla rock music.
Il nuovo singolo di Charli XCX si intitola “Rock Music”
«Se avessi fatto un altro album più orientato alla dance, sarebbe stato davvero difficile, davvero triste. Quello che mi interessa è ampliare le possibilità di ciò che potrebbe essere la mia prospettiva sulla musica rock», aveva spiegato, e l’annuncio del nuovo singolo, –Rock Music, appunto- con tanto di chitarra calpestata nel teaser, pubblicato su Instagram, sembrava essere la conferma di quello che i fan credevano essere un cambio di rotta totale.
Alla fine, però, Charli ha fregato tutti. «Questo è un mio video di una canzone chiamata Rock Music che non è davvero musica rock. Fa ridere perché ho mai detto che stavo facendo un album rock», ha chiarito via social, presentando il nuovo progetto. Il brano pubblicato, in effetti, non contiene le sonorità che tutti avevamo immaginato e, più che al rock duro e puro, è ascrivibile all’hyper-pop o, meglio ancora, all’hyper-rock. Si tratta di una canzone estremamente breve, di appena due minuti, che va a costruirsi intorno a un giro di chitarra, spinto dal sintetizzatore, sul quale si articola il classico schema strofa-ritornello-strofa-ritornello.
Charli è la più rock di tutti, senza essere rock
La produzione dietro il nuovo progetto musicale della cantautrice è lo stesso di Brat: George Daniel, batterista dei 1975 e marito di Charli, A. G. Cook, fondatore della Pc Music, e Finn Keane, che aveva già firmato la colonna sonora di Wuthering Heights. Il trio appare, nelle vesti di band, nel videoclip ufficiale, che contiene diversi elementi canone del rock, primo fra tutti il mosh-pit, ovvero l’area sotto il palco dove, durante i concerti, il pubblico si scatena pogando. A dirigerlo, Aidan Zamiri, regista del mockumentary con protagonista proprio Charli, intitolato The Moment e girato a Parigi,durante le sessioni di scrittura del pezzo.
Nessun cambiamento radicale, dunque, ma un esperimento che arriva proprio mentre si sta dedicando sempre di più al mondo del cinema. Dopo The Moment e la OST del film di Emerald Fennell, infatti, ha collaborato con Jack Antonoff alla scrittura di gran parte della colonna sonora di Mother Mary. Sin dal suo esordio, Charli ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di etichetta, difendendo la propria libertà creativa e sperimentando tra diverse sonorità, temi ed aesthetics, pur mantenendo un’identità artistica ben definita. «Per me è divertente ribaltare le convenzioni», aveva dichiarato a British Vogue. «Sappiamo che ci saranno persone a cui darà fastidio, ma va bene così». E in fondo, esiste forse qualcosa di più rock che essere se stessi?
Federica Checchia





