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Nadia Campana, la forza della frammentazione dell’io

Benvenuti nell’universo femminile di LetteralMente Donna. Faremo un viaggio a Milano nella seconda meta del 900′ alla scoperta di una giovane poetessa eccezionale. Parleremo di frammentarietà, di emozioni e paure. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a Nadia Campana e alle sue poesie.

“Ancora ingenue, ancora aspre e commoventi”

Così la poetessa e saggista Antonella Anedda definì le poesie di Nadia Campana al momento dell’uscita della raccolta “Verso la mente”. Una silloge uscita postuma dopo la morte della giovane autrice che si gettò da un ponte suicidandosi. Versi da cui traspare tutta l’inquietudine di una poetessa che nasconde e cancella se stessa dietro rimandi, trattini e svariate frammentazioni linguistiche in cui apparenti endecasillabi diventano emistichi irregolari segnati da rime interne ed allitterazioni. Del resto chi cerca nella sua opera un filo rosso continuo deve arrendersi ad un frammentismo con il quale la Campana vuole rappresentate la sua interiorità.

Nadia Campana e le poesie di “Verso la mente”

Nadia Campana, fonte avampostopoesia.com

A prima vista in “Verso la mente” si nota subito quanto la poesia di Nadia Campana sia divisa tra un incredibile vitalità e una drammatica angoscia in qui non mancano i presagi di quel doloroso addio alla vita dato a soli 31 anni. All’insegna di questo dualismo si alternano nei suoi versi amore, passione, agonia, solitudine, senso di voto euforia ed un inappagabile stanchezza . Un vortice di emozioni con cui la Campana esprime la sua esperienza di vita che riesce a mettere su carta grazie anche a diversi riferimenti letterari agli autori e alle autrici a lei più care.

Diversi sono infatti i rimandi a Montale, Baudelaire e alla amata Emily Dickinson di cui tradusse svariate poesie. Accanto ad essi non mancano riferimenti biblici piegati alla sua concezione di una fine della vita ormai prossima. La raccolta “Verso la mente” venne infatti terminata dalla Campana pochi mesi prima del suo suicidio che ci ha portato via troppo presto una giovane intensa autrice di di cui abbiamo potuto ammirare solo in materia postuma le sue poesie frutto di un grande sperimentalismo sperimentalismo espressivo. Una ricerca di linguaggio che ci ricorda quella di un altra grande poetessa come Amelia Rosselli.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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