Il giorno prima della Vigilia di Natale è sempre all’insegna del last minute; c’è chi torna, chi parte, chi fa un giro finale di auguri e aperitivi con colleghi e amici, chi corre a fare gli ultimi regali. In ventiquattr’ore si tenta di “mettere una pezza” a tutto quello che si è procrastinato fino all’ultimo momento disponibile. Il risultato? Traffico, passo molto veloce ed importanti livelli di stress.
In questa frenesia, c’è il concreto rischio di mettere in secondo piano il vero significato delle festività, che va al di là del dono da scartare o dell’outfit adatto. Quello natalizio dovrebbe essere un periodo di riscoperta di valori e sensazioni, dal calore domestico al piacere di passare del tempo in compagnia delle persone a noi care. Ma come descrivere al meglio queste settimane così particolari? La letteratura pullula di riflessioni e massime incentrate sul tema. Noi abbiamo raccolto le parole di cinque autori e -chissà?- magari rallentare un attimo e prendervi qualche minuto per leggere vi farà far pace con queste feste.
Il Natale nella letteratura: “Lo zampognaro” di Gianni Rodari

Da L’albero dei poveri a Il pianeta degli alberi di Natale, sono diverse le filastrocche di Gianni Rodari dedicate alle festività. Noi abbiamo scelto Lo zampognaro, che si riallaccia a tradizioni ormai quasi del tutto perdute.
“Lo zampognaro”
Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.
Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.
Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?
“Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.
Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.
Piccole donne- Louisa May Alcott
Vi sono incipit e vi sono incipit che restano per sempre. Quello di Piccole donne, capolavoro di Louisa May Alcott, appartiene alla seconda categoria e, neanche a farlo apposta, parla proprio del Natale.
“Natale non sarà Natale senza regali”, borbottò Jo, stesa sul tappeto.“Che cosa tremenda esser poveri!”, sospirò Meg, lanciando un’occhiata al suo vecchio vestito.“Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla”, aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa.“Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse”, disse Beth, col tono di chi s’accontenta, dal suo cantuccio.
Charles Dickens: non solo “Canto di Natale”
Impossibile prescindere Charles Dickens da A Christmas Carol, toccante parabola che aiuta il protagonista Scrooge e anche il lettore a riscoprire l’anima del Natale. L’autore, tuttavia, ha parlato spesso delle feste e, nel romanzo Il circolo Pickwick, si lascia andare ad altre profonde considerazioni.
E veramente numerosi sono i cuori ai quali il Natale arreca un breve periodo di gioia e di felicità.Quante famiglie, i cui componenti si sono dispersi qua e là lontano, nell’irrequieta lotta per la vita, si trovan riuniti di nuovo e s’incontrano di nuovo a Natale in quella felice compagnia e reciproca buona volontà, che è una così larga fonte di gioia pura e sincera, e così lontana dalle ansie e dalle tristezze del mondo, da essere annoverata, nella credenza religiosa delle nazioni più civili e insieme nelle rudi tradizioni dei più rudi selvaggi, fra le prime gioie della vita futura, largite ai beati e ai felici. Quante vecchie memorie e quante simpatie sopite ridesta il tempo di Natale!
Il Piccolo Principe: il Natale dei piccoli spiegato agli adulti
Tra gli innumerevoli meriti attribuibili ad Antoine de Saint-Exupèry, c’è sicuramente quello di essere stato un ponte tra l’infanzia e l’età adulta. Il Piccolo Principe è molto più di un libro per bambini; è un vero e proprio manuale d’istruzione destinato ai “grandi”. Un vademecum per tornare, almeno con il pensiero, ai tempi in cui ci si emozionava per le cose semplici, anche a Natale.
Quand’ero bambino, erano la luce dell’albero di Natale, la musica della messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi a far risplendere il regalo di Natale che ricevevo.
Il Grinch siamo noi, ma c’è ancora speranza
Nato dalla penna (e dalla matita), del Dr. Seuss, Il Grinch è una perfetta rappresentazione di come l’uomo può diventare quando il suo animo non è riscaldato da pensieri felici. Crescendo, può capitare a tutti di ritrovarsi ad essere disincantati e arcigni, specialmente in questo periodo dell’anno. Mettendo però da parte il consumismo sfrenato e le preoccupazioni quotidiane, almeno per un po’, si potrebbe tornare a sorridere e a lasciarsi avvolgere dall’atmosfera gioiosa. Anche un cuore “di due taglie più piccolo” può gonfiarsi a dismisura e riempirsi d’amore. Dopotutto, è proprio questa la magia del Natale.
Poi il Grinch pensò a qualcosa che non aveva mai pensato prima. E se il Natale, pensò, non venisse da un negozio? Che cosa succede se il Natale, allora, significa forse qualcosa di più?
Federica Checchia
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