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Natalie Portman a Roma: “Mighty Thor è forte, una femminista”

Natalie Portman è tornata nel mondo Marvel per interpretare Jane Foster in Thor: Love and Thunder. Abbiamo avuto l’occasione di assistere alla conferenza stampa a Roma per la presentazione del film. Scopriamo i dettagli qui su MetroNerd.

Jane Foster e la Grande e Potente Thor a Roma

Natalie Portman

Sono passati ben undici anni da quando Natalie Portman è comparsa per la prima volta nei panni di Jane Foster nel primo film Thor diretto da Kenneth Branagh.

Dai toni dei primi  due film ben  si discostano gli ultimi due. Infatti, abbiamo visto la svolta di Taika Waititi con Thor Ragnarok e, dopo aver preso visione  dell’ultimo film diretto dal regista, le curiosità che riguardano il lavoro e l’impegno dimostrato da Natalie Portman sono state davvero molte.

Nel sesto film della fase 4 Marvel, l’attrice si tramuta in una vera e propria eroina. Affianca il dio del tuono nella sua missione per tutto il film e, se da una parte si conferma come astrofisica, dall’altra è la potente Thor. Combatte e brandisce armi spaziali e divine contro le forze del male.

La vediamo in azione con lo storico Mjolnir, l’epico martello che ha accompagnato Thor sino al film Thor Ragnarok. Ma non è sempre facile farsi forza tra i grandi eroi.

Natalie Portman su Thor Love and Thunder: una nuova sfida

Durante l’incontro a Roma Natalie ha infatti detto, a proposito di sé stessa e del suo personaggio:

“Trovo difficile rapportarmi a persone sempre forti, io non sono così. Mighty Thor è forte e in un certo senso anche femminista. Però ha anche dei dubbi, delle difficoltà e delle sfide da affrontare. È vulnerabile come tutti”.

Riguardo il modo di recitare, a questo proposito, Natalie ha ammesso di essere uscita dalla sua comfort zone. Taika Waititi infatti ha chiesto ai suoi attori ampio margine di libertà e di improvvisazione. l’attrice ha ammesso di non esserci abituata, ma di aver preso la prova come una grande sfida da vincere e portare sempre con sé.

Ha dichiarato:

“Per questo personaggio ho letto molti libri e ho studiato tanto. Ma quando sono arrivata sul set tutto questo non è servito perché Taika mi ha chiesto di lasciarmi andare. Ed è qui che ho ritrovato, insieme al resto del cast, il senso del nostro lavoro: abbiamo riscoperto la fantasia e l’immaginazione, ci siamo ricordati di quando avevamo 5 anni. Soprattutto, nei momenti sul set in cui abbiamo combattuto con le armi finte fingendo di sfidarci con un’altra persona. In realtà stavamo combattendo con l’aria.” 

Natalie Portman: uno sguardo alle donne è sempre importante

Natalie Portman è sempre in prima linea quando si tratta di eroine. A suo parere è un bene che ne vengano rappresentate  di più nel mondo del cinema. Ha infatti detto durante l’incontro:

“ce ne sono molte sulle schermo, ma non bastano. Non dobbiamo sorprenderci nel vedere così tante donne ‘super’. É un messaggio importante per i giovani perché loro devono potersi riconoscere in qualsiasi genere di supereroe sullo schermo. Quando ero bambina, per esempio, avevo solo una supereroina di riferimento”. 

Ripensando a quando ha accettato il ruolo di Jane Foster, ha condiviso con noi il momento: 

“la prima volta ero entusiasta di interpretare un`astrofisica, ci sono ancora poche ragazze che scelgono le materie  scientifico-tecnologiche. All`epoca tutto potevo immaginarmi, ma non di diventare a quarant`anni, da madre ebrea alta 1.60 centimetri, una supereroina bionda e possente”. 

L’attrice, la regista e la sfera più umana

Per quanto riguarda il suo futuro nella Marvel è ancora tutto incerto. Nemmeno lei conosce i progetti dei registi. Ha infatti detto di non sapere nulla nemmeno di una parte che non vogliamo spoilerare, sulla fine. 

E a proposito di regia, ha confessato di doversi ancora muovere più strade, per poi trovare quella giusta. Tuttavia, ci ha reso partecipi del suo obiettivo:

“Mi interessa il punto di vista delle donne ma anche la loro esperienza”. 

Ha nominato, per questi temi, due importanti scrittrici italiane, per lei fonte di ispirazione:

“Natalia Ginzburg ed Elena Ferrante”. 

In merito a lavori di regia, ha ricordato il titolo della serie da lei diretta, prodotta e interpretata: Lady in the Lake, che arriverà prossimamente su Apple tv+.

Facendo anche riferimento al suo personaggio nel film di Thor, è stato importante chiedere come lei si ritrova a reagire alle difficoltà.

“Ogni film rappresenta una sfida. In trent’anni di carriera ci sono stati momenti in cui ho ricevuto critiche negative, ho vissuto momenti di infelicità nella vita privata oppure non c’erano ruoli. Ma in me è sempre scattato quel senso di rivalsa. Credo che questo sia un sano istinto di sopravvivenza, anche se penso

che ciò che dobbiamo affrontare noi non sia paragonabile a quello che hanno dovuto affrontare le generazioni precedenti alla nostra”.

In conclusione, Natalie Portman ha condiviso con il pubblico le sue paure. Perché anche le eroine non sono indistruttibili e ne hanno molte:

“in questo momento ho paura di tutto: del Covid, della folla e della armi. Jane Foster è una donna davvero coraggiosa, ma anche lei ha delle paure da combattere.”

Natalie Portman si è dimostrata, durante l’incontro, non soltanto  la grande attrice, regista e produttrice che tutti ben conosciamo; ma anche e soprattutto una mente profonda, creativa e dalla spiccata sensibilità. 

Chissà se ci saranno altri progetti che la includono nell’universo Marvel. Non ci resta che seguire ancora.

Articolo di Sofia Pucciotti

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Sofia Pucciotti

Laureata alla Magistrale di Editoria e Scrittura a Roma, presso La Sapienza, cresciuta a pane, Disney e fantasia.

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