Considerato il primo grande scrittore della letteratura nordamericana e acclamato in tutto il mondo, Nathaniel Hawthorne compone i suoi racconti radicandoli profondamente nella realtà e ideologia storico-politica dell’America ottocentesca.

Hawthorne e la necessità di riscatto dal passato

Il futuro scrittore, nato a Salem, Massachusetts, il 4 luglio 1804, subisce fin da subito le pressioni di una famiglia puritana. Sempre malinconico e introspettivo, Hawthorne trascorre la maggior parte della sua esistenza cercando di riscattare il suo nome dal passato oscuro della sua famiglia. Tra i suoi antenati, infatti, si annoverava un giudice la cui posizione era stata determinante durante il processo contro “le streghe di Salem“. Le persecuzioni contro queste donne erano, dopotutto, iniziate nel Seicento proprio nella città natale dello scrittore, per poi dilagare in pochissimo tempo nei paesini limitrofi.

Nathaniel Hawthorne. PhotoCredit: dal web.
Nathaniel Hawthorne. PhotoCredit: dal web.

Nella mente dell’autore statunitense, il solo pensiero di poter essere connesso con certi orribili episodi della storia americana lo tormenterà per tutta la vita. La volontà di prendere le distanze dall’inspiegabile massacro e, dunque, dal suo stesso avo, lo spinge addirittura ad aggiungere una “W” al suo cognome, così da non sentirsi legato a quei fatti lontani che, però, continuavano a minacciare la sua stabilità mentale.

La lettera scarlatta

Dopo aver sperimentato le sue doti letterarie nella composizione di alcuni racconti, come Il velo nero del pastore e Il fauno di marmo, Nathaniel Hawthorne giunge alla realizzazione della sua opera più celebre, ancora oggi pietra miliare di tutta la letteratura statunitense, La lettera scarlatta. Pubblicato nel 1850, il romanzo è ambientato nella New England del 1600.

La lettera scarlatta, Hugues Merle. PhotoCredit: dal web.
La lettera scarlatta, Hugues Merle. PhotoCredit: dal web.

La lettera scarlatta non è altro che una gigantesca lettera “A” ricamata sul petto delle donne accusate di aver commesso adulterio durante il periodo coloniale. E’ proprio questo il caso della protagonista del racconto, Hester Prynne, la quale decide coraggiosamente di non lasciarsi trascinare dalle dicerie e di portare con orgoglio il vergognoso marchio, riuscendo a vivere senza l’aiuto di nessuno. Nel panorama della letteratura mondiale irrompe, dunque, l’immagine di un’adultera molto diversa dalla famosa Madame Bovary di Gustave Flaubert.

La sofferenza solitaria dei personaggi di Hawthorne

Uno dei temi centrali de La lettera scarlatta è il dolore opprimente da cui sono afflitte tutte le personalità del racconto. In particolare, è la protagonista a ritrovarsi costretta ad isolarsi dal resto della società. Se da un lato, infatti, i protagonisti maschili, annebbiati dal loro bigottismo, perseguono Hester, colpevole di un disonore gravissimo, la stessa, nonostante il dolore, si erge da quella massa di puritani e riesce finalmente ad individuare l’ipocrisia della comunità che la circonda. L’autore sostiene, appunto, che ogni individuo si trovi completamente solo e che per questo soffra, nonostante apparentemente riesca ad integrarsi nella moltitudine.

Nessun uomo può, per un tempo considerevole, portare una faccia per sé e un’altra per la moltitudine, senza infine confonderle e non sapere più quale delle due sia la vera.

L’attualità del romanzo di Hawthorne

La produzione letteraria di Hawthorne si insinua perfettamente nel contesto in cui lo stesso scrittore scrive. Questo ambiente fornisce, dunque, all’autore i nuclei tematici fondamentali: la profonda passione morale, la riflessione sulla drammatica lotta fra il bene e il male, il senso del peccato e la necessità dell’espiazione, problemi e sentimenti considerati sia dal punto di vista del singolo, sia da quello della collettività. Benché, però, le riflessioni sull’uomo in rapporto alla società siano correlate con l’uomo ottocentesco, è bene anche soffermarsi sul fatto che lo scrittore sia riuscito in qualche modo ad “universalizzare” tali problematiche.

Nathaniel Hawthorne. PhotoCredit: dal web.
Nathaniel Hawthorne. PhotoCredit: dal web.

Il romanzo dello scrittore statunitense, infatti, nonostante sia ambientato in un tempo molto lontano da noi, può considerarsi ancora attuale: riesce a mettere in luce la fragilità e la sofferenza umana e, nello stesso tempo, la grandezza di certe personalità che riescono a trarre il meglio dal dolore, come succede alla stessa protagonista. Dopotutto, anche l’uomo moderno, nel tentativo di sentirsi accettato dall’altro, rischia di soffrire provando a soffocare il vero sé.

Martina Pipitone