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Need For Speed Unbound Recensione: sgommate in cel shading!

Lo so cosa state per dire. La recensione di Need for Speed Unbound ad un mese dall’uscita? Eh si. Lo so, mi odierete se do la mia opinione quando il gioco è bello che uscito. Ma volevamo farvi accorgere quanto effettivamente anche questo titolo sia passato “in sordina” (un po’ come successo con Need for Speed Heat qualche anno fa), nonostante sia uno dei simulatori d’auto più leggendari della storia dei videogames. Ecco qui la recensione di Need for Speed Unbound!

Lo abbiamo veramente notato questo Need for Speed?

Need For Speed Unbound Recensione: sgommate in cel shading!

Quando è uscito nel 2019, Need for Speed ​​Heat ha ricevuto un’accoglienza così smorzata da essere registrato a malapena oltre i fedeli della serie. È una piacevole sorpresa, quindi, che abbia un seguito in Need for Speed: Unbound, un gioco di corse open world che si basa sulle fondamenta di Heat e che annuncia il ritorno del leggendario Criterion come studio principale. Ed è frustrante che EA sembri raddoppiare nel non fare nulla per promuovere il suo ultimo Need for Speed, perché Unbound è più di un ritorno alla forma. È il miglior Need for Speed ​​di una generazione, e sicuramente il migliore da quando Criterion ha iniziato il suo primo periodo nella serie con il sublime Hot Pursuit. È così bello, infatti, che non penso che sia troppo lontano dare del filo da torcere al potente Forza Horizon.

Criterion torna a farci sognare

Sviluppato da Criterion Games, che torna alla serie dopo quasi 10 anni dall’ottimo “Rivals”, Need for Speed Unbound è un gioco che, anzitutto, ha una sua chiara identità ed anche una direzione. Il che, francamente, non è affatto da sottovalutare, specie se si considera il precedente Heat che, per quanto avesse dalla sua qualche buona idea. Da sempre, Need for Speed rimane uno dei simulatori più divertenti nella storia dei giochi di corsa. Need for Speed Underground 2 con il tuning delle auto sotto le note di Yeah Yeah Yeah, Most Wanted con il suo stile urbano e unico negli inseguimenti con i poliziotti, fino ad arrivare a rivestire le parti dell’avversario in Hot Pursuit. Insomma, Need for Speed non annoia mai. E nemmeno stavolta delude le aspettative, con uno stile grafico molto più particolare…quasi…cartoonesco.

Need for Speed Unbound Recensione

Una città meravigliosamente strutturata

Benvenuti a Lakeshore City, città fittizia che ricalca in maniera piuttosto evidente la skyline di Chicago e dintorni. Siamo in periodo di elezioni e cosa potrà mai essere il maggiore cruccio del candidato sindaco? Ovviamente le gare illegali che si svolgono nelle strade della città, decisamente un problema da non sottovalutare. In questo bizzarro contesto noi impersoniamo il Rookie, il classico esordiente meccanico/pilota che vuole sbarcare il lunario correndo in gare illegali. Possiamo creare il nostro alter ego tramite un buon editor che sfoggia uno degli aspetti peculiari di Need for Speed Unbound, ossia il connubio tra la grafica realistica della mappa di gioco e delle automobili, e gli elementi di chiaro stampo anime, realizzati in cel shading, che riguardano tutti i personaggi presenti ed i controversi effetti speciali, come le sgommate, che produrremo compiendo manovre spericolate durante la guida.

La Grand(e) gara

Una volta creato il nostro personaggio iniziamo quello che altro non è che un corposo tutorial, dove prenderemo contatto con il particolare stile di guida e, soprattutto, dove sceglieremo la nostra prima auto. In questa fase preliminare della campagna siamo accompagnati da Yasmine, nostra amica e collega nell’officina di Rydell, quasi un padre più che un datore di lavoro. Prenderemo quindi parte ai primi Raduni ed alle relative gare, conoscendo alcuni dei nostri rivali e saggiando le particolari meccaniche di gioco fino al non troppo inaspettato colpo di scena che cambierà le carte in tavola e che ci introdurrà nel cuore vero e proprio della storia di Need for Speed Unbound.

Due anni dopo questo prologo/tutorial siamo ancora alle dipendenze di Rydell, ed il nostro obiettivo primario è quello di partecipare alla Grand, la gara clandestina più importante della città che ci permetterà di farci un nome, di incassare una cospicua somma di denaro e, soprattutto, di riavere ciò che ci appartiene. Da qui in poi il gioco viene suddiviso in quattro settimane, alla conclusione di ognuna delle quali avremo una qualifica che ci permetterà di partecipare alla Finale. Ogni giorno è diviso in due fasi, quella diurna e quella notturna, ricalcando l’ottima meccanica che caratterizzava NFS Heat, anche se in forma meno convinta. Non c’è più la differenza tra gare legali di giorno e clandestine la notte: quello che cambia sono ora i premi in palio e l’aggressività della Polizia, entrambi gli elementi maggiori durante la notte. 

Need for Speed Unbound Recensione:  E che Need For Speed sarebbe senza inseguimenti?

Need For Speed Unbound Recensione: sgommate in cel shading!

Need for Speed Unbound non fa eccezione e le volanti faranno di tutto per metterci i bastoni tra le ruote. Ogni gara a cui prendiamo parte fa aumentare il nostro Livello di Ricercato, da una a cinque fiamme, e più gare correremo e più saranno i poliziotti alle nostre calcagna. Se verremo arrestati perderemo tutto quello che avremo guadagnato in quella stessa fase, costringendoci a mantenere sempre molto alta l’attenzione, specialmente proseguendo nelle settimane e ancora di più durante le fasi notturne.

Un mix di Need for Speed e Burnout?

Velocità immane, schianti devastanti, ed anche tanta ma tanta adrenalina, sono alcuni dei tratti che contraddistinguono il gene Criterion, e che si ritrovano senza fatica in Unbound che, anzitutto, è un gioco di corse fatto e finito, in cui la velocità raggiunta è quasi sempre estrema, ed impasta piacevolmente le luci ed i colori dello schermo in un tunnel vorticante, contornato da un motion blur tale che pare che le macchine schizzino a velocità Mach.

Quando poi arriva lo schianto, SBAM!, la telecamera si sposa in modo creativo e cinematografico attorno alla carcassa, in quello che è un colpo di grazia che non ha grande impatto ludico (se non, ecco, quello di rallentarvi un pochino), ma che offre agli aficionados un tuffo al cuore, al ricordo di quello che era lo splendido combattimento su ruote messo in scena da Burnout e dai suoi “Takeover”.

Tantissime auto a disposizione…

…molto diverse tra loro, ma lo stile di guida resta prevedibilmente simile, come è piuttosto scontato che sia in un Racer Arcade che non lascia alcuno spiraglio per un qualsivoglia aspetto anche solo vagamente realistico. Il fulcro della guida è dato dalla derapata, poco importa se con vetture a trazione anteriore o posteriore – ovviamente con queste ultime sarà più semplice; questo è il metodo migliore per affrontare quasi tutte le curve. Possiamo decidere nelle opzioni in quale modo attivarla, ma di base basterà rilasciare per un istante il gas, dare un colpetto al freno per poi accelerare nuovamente controllando la sbandata.

Manovre come questa ci caricheranno immediatamente uno dei due indicatori Turbo che avremo a disposizione e sarà praticamente obbligatorio, oltre che assolutamente consigliato, utilizzarlo quasi immediatamente, specialmente in uscita di curva. Questo indicatore andrà infatti a svuotarsi completamente non appena terminerà la manovra che lo stava caricando, che sia una derapata, un salto o anche solo una scia, diventando parte integrante del gameplay e indispensabile in moltissime occasioni. Abbiamo a disposizione anche un secondo indicatore di Turbo più convenzionale, utilizzabile quando vorremo e che si ricaricherà semplicemente col passare del tempo.

Need For Speed Unbound è bellissimo da vedere

Need For Speed Unbound Recensione: sgommate in cel shading!

Ali, cuori, fulmini, street art. Non a caso si chiamano TAG questi effetti aggiunti da Criterion in questo titolo. Un binomio che sussiste tra le autovetture e le strade della città, create a regola d’arte con un fotorealismo nei minimi dettagli. I piloti realizzati in un cel shading rinnovato, moderno e tagliente, con i colori che fanno sembrare vagamente luminescente se non proprio al neon, le sagome dei personaggi.

C’è anche la possibilità di togliere la funzione dei TAG…ma perché dovreste?! Qualsiasi cosa faccia la macchina, i TAG abbelliranno l’azione eseguita: dalle nuvole di fumo emesse dalle gomme ai simboli più strani (fiammate, cuori ecc). Se avete visto Spiderman: Un nuovo universo, immaginate lo stesso effetto.

Meglio l’offline forse

Prima di concludere un breve appunto sulla modalità online, che è presente e permette di gareggiare con un massimo di 16 giocatori su server che ripropongono l’intera mappa della città. Anzitutto va detto che una cosa un po’ sgradevole, se non proprio insensata, è stata quella di dividere le esperienze online e offline. Si gioca, in sostanza, con due avatar diversi, che hanno macchine e portafogli diversi. Una cosa che non ha poi molto senso in un titolo che, come vi abbiamo detto, non solo vi farà spendere un mucchio di ore a fare corse molto simili per questioni di mero denaro, ma che vi impegnerà anche moltissime ore sul tuning e la personalizzazione.

Il gioco online, inoltre, è quanto di più pigro si potrebbe prospettare in un titolo simile. La mappa è solo diurna, sono assenti gli eventi notturni, non c’è alcuna volante della polizia e persino le gare sono le medesime del gioco offline. In sintesi a meno che non abbiate il bisogno di competere per forza contro altri giocatori in giro per il mondo, per mere questioni di ego, non c’è davvero poi molto altro da dire.

Sarebbe stato meglio, a giudizio di chi vi scrive, se quanto meno si fosse potuto utilizzare lo stesso avatar, con server limitati dal matchmaking e tarati sul valore della nostra vettura (un valore per altro presente nel sistema di gioco, e chiaramente espresso in punti, che dividono le auto in classi). Così come proposto il gioco online sembra che ci sia perché è costume per i titoli moderni, e non certo per la volontà di offrire un’esperienza davvero arricchente per l’utente.

Need For Speed Unbound…o Heat 2?

Need For Speed Unbound è indubbiamente un buon gioco, ma è triste constatare che avrebbe potuto essere di più. Criterion si affida, forse un po’ pigramente, al seminato di Ghost Games, rimaneggiando quello che è lo scheletro (e poco più) del precedente Heat. Dopo 3 anni di sviluppo il risultato è quasi inspiegabile, ed anzi dispiace che un team come Criterion, che almeno un paio di volte ha riscritto le regole del gioco, oggi si trovi nella condizione di ricalcare il lavoro di chi lo ha preceduto (oltre che di rievocare parte del suo passato).

Se Unbound avesse voluto osare di più, state pur certi che avremmo avuto per le mani un capolavoro. Così come ci è stato presentato questo Need For Speed è sì un buon titolo, ma non sarà quel salto epocale che molti si auspicavano dopo qualche anno di capitoli belli sì, ma mai memorabili. Forte di una direzione artistica grandiosa, e di alcune scelte che, per quanto meramente estetiche, sono già sufficienti a ri-galvanizzare i fan, Unbound aveva le carte in tavola per essere una pietra miliare per la serie, al pari di uscite rimaste scolpite nel cuore dei fan come il leggendario Underground. Insomma, bene Criterion, ma non benissimo.

NEED FOR SPEED UNBOUND| PROVATO SU XBOX SERIE X

  • Direzione artistica impeccabile
  • Molto tamarro con i TAG e gli effetti
  • Veloce, fluido e adrenalinico
  • Personalizzazione dei piloti e delle auto variegata
  • Praticamente è NFS Heat
  • IA della polizia a livello base
  • Multiplayer separato dalla storia principale

VOTO: 8

Angelo Roberto Di Mauro

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Angelo Roberto Di Mauro

Catanese classe '97, amante di Videogiochi, Fumetti, Cibo, Film e Serie tv e Viaggi. Va avanti a birra (rigorosamente artigianale) e Goleador, cercando di trovare tempo per fare ciò che vuole. Non ce la fa ma lotta lo stesso per farlo, d'altronde servirebbero più copie per fare ciò che vorrebbe.
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