Una neonata è stata rapita a Cosenza ma, per fortuna, è stata ritrovata poche ore dopo dalla polizia. Il sequestro è avvenuto intorno alle 18:30 clinica Sacro Cuore, in pieno centro. La bambina si trovava nella stanza della mamma, una ragazza di ventisette anni, e alla suocera di questa; ad un certo punto una donna, con il volto coperto da una mascherina è entrata nella camera presentandosi come una puericultrice e affermando di dover condurre la piccola dal pediatra, per degli esami; si è poi allontanata, portandola via.
Dopo un po’ di tempo, e non vedendo tornare sua figlia, la donna si è allarmata, e ha chiesto informazioni al personale sanitario; a quel punto, è stato immediatamente dato l’allarme.
Neonata rapita a Cosenza: chi è la coppia responsabile del sequestro
La piccola Sofia Cavoto, appena un giorno di vita, è stata ritrovata tre ore dopo il rapimento dalle forze dell’ordine, che hanno fermato l’auto dei sequestratori nelle vicinanze di Castrolibero. Le due persone fermate si chiamano Rosa Vespa e Aqua Moses, e sono moglie e marito.
Stando alle ricostruzioni la donna cinquantunenne, originaria del posto, sarebbe ossessionata dall’idea di avere un bambino. Non riuscendo ad averne, avrebbe architettato una perfetta messinscena per coprire il sequestro: per nove mesi, infatti, avrebbe finto una gravidanza, dicendo ai familiari di aspettare un maschietto. Per questo motivo Sofia, al momentor del ritrovamento, era vestita di azzurro, come fosse un bimbo. Suo marito, un uomo di quarantatré anni di origino senegalesi, l’avrebbe aiutata a portare a termine il piano.
Le parole della mamma di Sofia
Saverio Greco, rappresentante del gruppo IGreco, proprietario della clinica, ha ricostruito l’accaduto: «L’episodio si è verificato durante l’orario delle visite. I due sono riusciti a entrare dichiarando di essere venuti a trovare dei parenti. Per fortuna, il sistema di videosorveglianza ha funzionato, consentendo alle forze dell’ordine di rintracciare i responsabili in tempi rapidi. In clinica entrano i parenti dei bambini per portare dolci e regali e noi non chiediamo i documenti a tutti. Anzi, spesso veniamo accusati di essere troppo fiscali nei controlli. È stata una giornata difficile, quanto accaduto ci farà ripensare il sistema con cui gestire gli ingressi d’ora in avanti».
Nel frattempo, la mamma di Sofia, che sta bene ed è al sicuro, ha voluto ringraziare le forze dell’ordine, che le hanno riportato la sua bambina. In un messaggio postato sui social, ha affermato: «Mi state scrivendo in migliaia, da ogni parte dell’Italia . Vorrei rispondere singolarmente a tutti ma non riesco. Questa è la nostra famiglia che ieri sera si stava sgretolando in mille pezzi. Le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro eccezionale, mentre io avevo perso le speranze. Un’intera città, anzi Regione, si è bloccata per cercare la nostra bambina. Non penso che riuscirò mai a superare questa cosa, ma il lieto fine è che Sofia sta bene. Grazie a tutti. Vorrei abbracciare tutti. Una mamma e un papà che ieri sono morti e risorti».
Federica Checchia
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