Le massicce proteste scoppiate in Nepal il 9 settembre 2025 hanno condotto verso delle elezioni anticipate. I cittadini sono stati chiamati a votare il 5 marzo per il rinnovo della Camera dei rappresentanti dopo una campagna elettorale iniziata il 16 febbraio e conclusasi il 3 marzo. Gli attuali risultati preliminari indicano un vantaggio notevole per il Partito dell’Indipendenza Nazionale (Rastriya Swatantra Party). Un’elezione che nel contesto nepalese rappresenta uno scontro tra la vecchia e la nuova classe dirigente.
Elezioni in Nepal: un riflesso delle proteste di settembre 2025
L’affluenza alle urne è stata significativa. Una dimostrazione numerica del reale desiderio per i cittadini nepalesi di non vedersi sottrarre la libertà. Uno dei motivi che spinse i giovani alla rivolta fu infatti ricondotta al blocco dei social, un fattore giudicato in passano frivolo. Un fattore che, alla realtà dei fatti, era il modo più efficace per limitare il diritto all’informazione. La rivolta all’oppressione, pagata con più di settanta morti e migliaia di feriti, ha portato anche alla distruzione delle principali sedi istituzionali e dei partiti. Una città tra fuoco e fiamme che ha portato poi alle dimissioni del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli.
Tuttavia Oli, alla guida del Partito Comunista del Nepal, è di nuovo in lizza insieme ad altri 3.400 candidati di 65 partiti. L’attuale partito favorito ha proposto Balendra Shah come primo ministro, un ex rapper ed ex sindaco della capitale Kathmandu, attualmente sostenuto dai giovani manifestanti. Sushila Karki, premier ad interim, ha definito le elezioni come «un’occasione di espressione democratica che disegnerà il futuro del Paese». Il desiderio di espressione democratica non sembra essere più contestabile. Sono oltre 18 milioni i cittadini aventi diritto di voto e quasi la metà non raggiunge i 45 anni. È un popolo giovane, ma legato a rappresentazione politica fortemente in contrasto con l’ideologia attuale. Per questa ragione, pur non avendo ancora a disposizione l’esito, è possibile che subentrino volti nuovi nel contesto politico.
Stefania Cirillo





