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Nexomon, la recensione: un clone mal riuscito

Nexomon, di cui vi proponiamo la recensione, è un GDR a turni basato sul principio del “catturali tutti”. Il gioco è sviluppato da Vewo Interactive Inc. e distribuito da PQube. Quello che andremo ad analizzare oggi è il primo gioco della serie, uscito originariamente nel 2017 come gioco per mobile con microtransazioni. Nel 2021 una versione aggiornata, migliorata e priva di microtransazioni è stata portata su PC e console a cura di Ratalaika Games.

Nexomon - Photo Credits: CdKeyIt
Nexomon – Photo Credits: CdKeyIt

Nexomon, la recensione. Scelgo… te?

Il gioco è a metà tra una lettera d’amore e una missiva di sfida al brand di mostri più famoso di sempre. Come molti poké-cloni, il gioco ha tutti i capisaldi del genere. Mostri da catturare (più di 300 tra singoli ed evoluzioni varie), mostri da combattere e un sistema a là “Sasso, Carta, Forbice” coi tipi. In questo capitolo i tipi che un Nexomon può avere sono: Normale, Minerale, Vento, Acqua, Fuoco, Elettro e Pianta.

Qua scopriamo subito uno dei punti a sfavore del gioco. I Nexomon dello stesso tipo sono praticamente intercambiabili perché hanno poco o niente che li differenzi se non i design. Alcuni sono originali e attirano subito, altri sembrano usciti dai giocattoli bootleg dei Pokémon trovati su Aliexpress. Attenzione però, alcuni dei Nexomon con design più interessanti non hanno un’evoluzione e a lungo andare saranno inutili per procedere nella storia, facendo perdere la voglia anche solo di guardare qualcosa di diverso dal tipo che vi serve.

Collezionali tutti, oppure no

Ci sarebbe anche il Nexopad Database (il Pokèdex del gioco), ma non ha nulla se non le statistiche del Nexomon che selezioneremo e il livello in cui si evolve. Assomiglia più ad un album di figurine che ad un database, soprattutto perché non si vedono nemmeno bene gli sprite di gioco. E se apri la scarna scheda singola vedi lo sprite alla stessa grandezza della preview. Un database che non regala ai collezionisti più accaniti la gioia di scoprire qualche curiosità sui mostri che hanno catturato con tanta fatica, dispiace dirlo, è una cattiveria gratuita.

Ovviamente, per il bene del gameplay, ogni Nexomon ha le statistiche che ci aspetteremmo in un gioco del genere: HP, Attacco, Difesa e Velocità. Similarmente a giochi quali Digimon, non esiste però il concetto dei Punti Potenza (quante volte un mostro può usare una determinata mossa); ma piuttosto una mossa per essere usata ha bisogno di determinati punti Stamina, rendendo gli incontri virtualmente più vari date le diverse possibilità di azione. E così sarebbe se le mosse non fossero praticamente tutte uguali con 0 spiegazioni del loro effettivo effetto. Lo so, ne sono cosciente: sto facendo un po’ di nitpicking, visto che cerco una spiegazione a mosse tipo “pugno” o “calcio”; ma per alcune altre, le spiegazioni sarebbero necessaria, dato che a partire dal nome sono più confusionarie, e si finisce davvero a non sapere che fanno.

Esempio di evoluzione - Photo Credits: ArtStation
Esempio di evoluzione – Photo Credits: ArtStation

Nexomon, come non cancellare delle microtransizioni

Per aumentare il numero di mostri nel proprio team se ne possono trovare di nuovi nelle zolle erbose presenti nei vari percorsi del gioco (nulla di nuovo, ma squadra che vince non si cambia). Per poterli catturare si possono usare delle Nexotrappole normali o dorate. Le Nexotrappole normali si possono comprare nei negozi e trovare molto facilmente. Le dorate sono strumenti molto rari, con un rate di cattura del 100%. Vi sfido: indovinate quali delle 2 nel gioco per mobile erano a pagamento? Esatto!

Il problema con le Nexotrappole normali è che sembra come se non fossero state “aggiustate” per la versione senza microtransazioni. Anche i Nexomon più deboli, con un HP e addormentati, fuggono facilmente dalla normale cattura, facendo propendere per usare una nexotrappola dorata; o in alternativa lanciare la switch contro un muro. Ma ve lo sconsiglio, che poi si rompe, e nemmeno prendete il Nexomon (io vi ho avvisati).

L’assenza di altri oggetti premium che velocizzano il grinding del gioco, come oggetti che aumentano l’esperienza o permettono di trovare Nexomon più forti, rende costante il bisogno di allenare e cambiare tutto il proprio team a intervalli regolari; sperando di poter andare avanti nella storia un compito incredibilmente tedioso. E incredibilmente simile alla tortura cinese dell’acqua (Goccia… goccia… goccia…). Complice anche il pacing lentissimo e ripetitivo dei combattimenti, dove ti ritrovi a vedere per 50 volte la stessa identica animazione d’attacco facendoti riflettere sulle tue scelte di vita (come: forse un paragrafo fa avrei dovuto lanciare davvero la Switch contro il muro? Chissà.

Il gap di livello tra una zona all’altra non permette nemmeno di potersi preparare più di tanto in anticipo, portandoti a dover spendere diverse ore a ricominciare a livellare o a catturare nuovi mostri.

Il problema in questo caso è che si perde quella magia del “voler” catturare e allenare un mostro, scambiata piuttosto con un “dovere” che devi fare a tutti i costi se vuoi andare avanti. E ricordiamo che le catture, senza avere il potere della carta di credito, sono un procedimento molto lungo.

Nexomon - Photo Credits: PlayStation Store
Nexomon – Photo Credits: PlayStation Store

C’era una volta una trama noiosa

Questi continui cambi e scontri forzati non riescono a farci affezionare ai piccoli mostri; anzi quasi li odiamo visto il tempo che ci siamo stati dietro. Non aiuta nemmeno che puoi overlivellare anche 15 livelli sopra il tuo avversario, se il gioco decide che il tuo Nexomon verrà sconfitto in 2 mosse tu puoi solo stare fermo e dire “com’è umano lei”. Tutto ciò trasforma i “compagni fidati” a strumenti da usare nelle situazioni in cui ci servono e riporli via una volta compiuto il loro compito (anche con un po’ di gioia visto che dopo diverse ore a guardarlo dare un pugno a un Nexomon non lo vuoi più vedere manco in cartolina). La cosa è particolarmente divertente quando la trama ha una forte impronta di “uomini e Nexomon uniti come compagni per un mondo migliore”

Il gioco di VEWO pare avere una trama più ricercata rispetto a quella di Pokémon (seppur dalla premessa non sembrerebbe). Purtroppo il fatto che il pacing sia lento in modo quasi soporifero, date le troppe cutscenes ed eventi scriptati che non si possono evitare in alcun modo, fa passare in secondo piano anche quelle volte in cui c’è uno scambio di dialoghi interessante; volte che potresti contare sulle dita di una mano, soprattutto perché provi un odio profondo per il tuo compagno robot, vero protagonista del gioco. Lo segui ovunque, per forza, senza eccezioni, ed è sempre il primo ad arrivare nei luoghi di maggiore interesse per la trama. Grr.

Il protagonista umano del gioco, invece, ha probabilmente una delle personalità più basiche che esistano; immaginate un generico personaggio di un RPG fatto da qualcuno a caso su internet. Fatto? Bene. Ora rendetelo ancora più generico e dategli un pizzico di design da personaggio secondario di un gioco pokémon, e avrete il vostro protagonista. Potrebbe benissimo essere il nipote perduto di Oak, per dire. Si può però cambiare nome e skin del nostro protagonista (altra tipica cosa da gioco mobile). Esistono 18 skin diverse per il protagonista, la cosa più vicina ad una personalizzazione che potete trovare nel gioco. Ora, perché ci siano skin anche di alcuni Nexomon è un mistero che non vogliamo scoprire. 

In conclusione: il sequel esiste (ed è diverso) per un buon motivo

Più che una versione aggiornata e migliorata, il gioco risulta talmente ridotto all’osso da poter permettere di evitare le microtransazioni. Il problema è che il gioco, come già detto, era da principio profondamente basato su quel principio. Se togli l’ingranaggio principale di un orologio, è già un miracolo se il resto si muove. Ma è assolutamente troppo chiedere che, poi, le lancetteno si muova bene, e a tempo. Peccato, perchè Nexomon parte con una buona idea, cercando di rendere un gioco “catturali tutti” un gioco “spinto dalla trama”, perdendosi però, e dovendo fare i conti con delle meccaniche di gioco che non gli appartengono.

Doversi reinventare come gioco senza microtransazioni ha completamente tagliato le gambe a Nexomon, che è diventato un gioco con delle serie lacune, e dei problemi molto gravi che, se messi tutti nello stesso gioco, non possono far altro che minarne la validità. Non è il peggior clone di Pokémon che esista (il che la dice lunga sugli altri cloni) e il sequel è, invece, un gioco di tutto rispetto. Ma appunto, non è il primo del suo genere, e ci sono valide alternative se volete la vibes Pokémonosa. Per questo, e per tutte le ragioni che vi ho elencato nel corso della recensione, non mi sento di consigliare di iniziare la saga di Nexomon con il primo capitolo.

Voto: 5

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Articolo a cura di Lorenzo Mango e Flavio Nicolanti

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