Cronaca

Niccolò Ciatti è stato ucciso da un combattente ceceno di lotta libera

Si chiama Rasul Bisultanov il 24enne che, insieme ad altri due amici, ha ucciso il giovane Niccolò Ciatti, 22 anni, adesso in custodia cautelare

«Babbo tutto ok, tutto a posto» – con queste parole Niccolò Ciatti aveva rassicurato i genitori qualche ora prima di essere barbaramente ucciso da tre ceceni incontrati per caso in discoteca, alla Sant’ Trop’ a Lloret de Mar, in Spagna. Poi il buio. Niccolò cade in coma ma per lui i medici dicono che non c’è più niente da fare, l’unica possibilità è staccare le macchine che ancora lo tenevano in vita.

Inizialmente nessuno sa niente sulla dinamica dei fatti. Come è morto Niccolò Ciatti?

Poi i primi video delle telecamere di sicurezza della discoteca indirizzano gli inquirenti verso un gruppo di tre ragazzi che avevano spintonato Niccolò: uno di loro lo avrebbe poi colpito al volto e poi ancora sul petto, facendogli perdere i sensi e andare in coma.

È grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza che i tre vengono fermati dalle autorità spagnole e interrogati ma solo uno di loro, Rasul Bisultanov, ventiquattrenne ceceno con asilo politico in Francia, viene sottoposto alla misura della custodia cautelare, gli altri due (K.K., 20 anni, e M.M. di 26 anni) sono stati rimessi a piede libero, seppur rimangono indagati e uno dei due non potrà uscire dall’area Shengen.

Chi è Rasul Bisultanov?

Il 24enne è proveniente dalla Cecenia ma da anni si trova in Francia dopo aver chiesto asilo politico. Si tratta di un ragazzo dotato di doti fisiche importanti, tanto da riuscire ad uccidere il povero Niccolò velocemente e senza alcuna esitazione. Proprio per le modalità di azione, che ricordano quelle di un combattente addestrato, gli inquirenti stanno indagando sul suo passato, in quanto sia la provenienza territoriale che le abilità da combattente non escludono che possa essere stato allenato dai soldati ceceni reduci dalla guerra civile.

Quello che invece è già stato appurato è che Rasul Bisultanov sapesse sicuramente combattere, in quanto da diversi anni si allenava a livello professionale ad Mma, un mix di diverse discipline di combattimento molto cruento che prevede scontri su un ring all’interno di una gabbia. “Ma la regola d’oro della nostra disciplina – ha sottolineato il suo allenatore Jean-Luc Beckai microfoni di “El periodico de Catalunya” – è quella di non fare male agli altri. Si tratta di un ragazzo

 non violento, tranquillo, che non ha mai provocato problemi. È qui in Francia da 6 anni. Sono dispiaciutissimo per quello che è successo“.

Non vorrei aver fatto una cosa così orribile” – sostiene ora l’omicida, che come hanno raccontato gli amici fermati era sotto l’effetto di alcool e droga.

«Ho deciso di andare a tutte le udienze perché voglio guardare in faccia quelle bestie» – racconta il padre di Niccolò, Luca Ciatti, appena rientrato dalla cittadina spagnola a Scandicci dopo uno stremante viaggio in macchina.

Anche il comune di Scandicci, da cui proveniva Niccolò Ciatti, ha deciso di non rimanere con le mani in mano ed attualmente sta gestendo il procedimento per far tornare in patria la salma del povero ragazzo per il quale è stato indetto il lutto cittadino. Ma non basta, perché il Comune richiederà di potersi costituire parte civile nel processo penale che inizierà dopo la chiusura delle indagini.

Intanto la discoteca Sant’ Trop’ a Lloret de Mar, molto frequentata dalla giovane movida estiva e da tanti ragazzi che vengono da tutta Europa, rimarrà chiusa in quanto le autorità hanno riscontrato diverse irregolarità nei sistemi di sicurezza, nonché per poter fare meglio chiarezza.

Lorenzo Maria Lucarelli

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