Cronaca

Omicidio dei Parioli, caso risolto. La vittima uccisa e fatta a pezzi dal fratello

Si è risolto in meno di 48 ore il caso del barbaro omicidio dei Parioli, dove era stato rinvenuto un cadavere sezionato in varie parti. Il fratello della vittima ha confessato.

Dopo un lungo interrogatorio, il fratello della vittima ha confessato. E’ stato lui, Maurizio Diotallevi ad uccidere sua sorella Nicoletta, probabilmente dopo una lite per questioni di denaro. L’omicidio è stato scoperto per caso due giorni fa da una giovane donna, che ha trovato in un cassonetto di via Maresciallo Pilsudski le gambe della vittima, legate con del nastro da pacchi. La strada è quella che unisce i  quartieri Parioli e Flaminio, una zona residenziale molto in della capitale.

Dopo i rilievi della polizia scientifica, la squadra mobile ha avviato immediatamente le indagini. E’ stato acquisito il video di una telecamera di sorveglianza della zona, che avrebbe ripreso un uomo  aggirarsi intorno al  cassonetto. “Secondo quanto si è appreso, il resto del corpo non c’era. Le gambe probabilmente sono state tagliate con un’accetta. Un uomo sarebbe stato visto allontanarsi dal cassonetto nella notte di lunedì. Forse parte della targa della sua auto è risultata leggibile da una prima analisi delle immagini. Un uomo sarebbe stato infatti ripreso da una telecamera di un esercizio commerciale”, così ha riferito all’AGI la Squadra Mobile.

Intorno all’ora di pranzo di ieri, gli agenti sono riusciti a rintracciare il fratello della vittima, che nel corso dell’interrogatorio avrebbe confessato il brutale omicidio. A quanto pare, fratello e sorella avevano problemi economici e vivevano entrambi nell’appartamento lasciatogli in eredità dai genitori, in via Guido Reni. Per sostenere le spese, affittavano anche una stanza della loro casa a studenti, e forse è stata proprio una richiesta di denaro rifiutata a far scattare la furia omicida del Diotallevi, culminata poi nello smembramento del cadavere. 

Le sue prime ammissioni hanno permesso il ritrovamento di altre parti del cadavere, sparsi in vari contenitori di rifiuti lungo via Guido Reni.

Lorenzo Spizzirri

 

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