Lo stile estremamente ironico e a tratti dissacrante, rende lo scrittore britannico Nick Hornby perfetto per il cinema. Molti dei suoi romanzi e racconti sono diventati film di successo, dei veri e propri cult: chi non si ricorda di Alta Fedeltà o About a boy? Poliedrico esponente di un’intera generazione e appassionato di musica, Hornby ha saputo colpirci con delicatezza e profondità.

Febbre a 90°: primo libro, primo film

In Nick Hornby si assiste a una fusione di tre grandi passioni, che ci vengono trasmesse con uno stile semplice, intenso e mai melenso: il calcio, la musica e la letteratura. L’amore irrefrenabile per il calcio, nello specifico per l’Arsenal FC, è ciò che lo porterà a esordire nel 1992 con Febbre a 90°. Romanzo dal quale verranno fatte ben due trasposizioni cinematografiche.

La più famosa e sicuramente anche la più coinvolgente è quella del 1997 che vede Colin Firth nei panni del protagonista Paul Ashworth, acceso sostenitore dei Gunners. Farcito di elementi biografici, il film si discosta in parte dal libro poiché affronta solo un anno in particolare dell’Arsenal, ma sarà Hornby stesso a curarne l’adattamento.

Nick Hornby - Fonte web
Colin Firth in Febbre a 90° – Font: web

La storia intreccia la grande passione calcistica del protagonista alle sue vicende personali: il rapporto con il padre, il tifo per la squadra londinese, il lavoro come insegnante di lettere, l’amore. Il mondo di Paul sembra correre dietro a quel pallone che tanto ama, ma ben presto la vita vera, quella adulta, si presenterà con le sue responsabilità.

La narrazione è precisa copia di quella del romanzo e alterna alla vita adulta del protagonista, scene della sua infanzia e adolescenza così da renderci complici di un universo che non a tutti appartiene.

Il boom con Alta Fedeltà e About a boy

Passiamo ora alla musica, altro perno sul quale si innesta tutta la produzione di Nick Hornby. Nel 1995, all’uscita del suo secondo romanzo Alta Fedeltà, lo scrittore venne lanciato nell’olimpo degli autori contemporanei. Il libro è una colonna sonora vivente e la musica può considerarsi la vera protagonista.

Una storia romantica, se vogliamo a tratti sottilmente struggente, che fa dell’ironia e del sarcasmo i suoi punti forti. Come spesso accade, nella sua trasposizione in forma filmica qualcosa cambia o si perde: in questo caso passiamo dalla Londra del romanzo alla periferia di Chicago. Per il resto, il regista Stephen Frears le azzecca tutte!

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John Cusack e Jack Black in una scena di Alta Fedeltà. Photo by: Mary Evans/Ronald Grant/Everett Collection

In primis la scelta di John Cusack come protagonista, perfetto per impersonare un uomo in preda alla più inutile autocommiserazione sentimentale. Rob Gordon è proprietario di un negozio di dischi, il Championship Vinyl, che gestisce insieme ai suoi due dipendenti, Barry (Jack Black) e Dick.

I tre sono soliti fare una classifica per tutto e Rob, sentimentalmente frustrato e insoddisfatto della sua vita, decide di ripercorrere “le 5 più memorabili fregature di tutti i tempi”.

Si parla di donne, ovviamente! Il film si snoda attraverso questa analisi interiore, estremamente ironica, nella quale Rob si interroga su cosa è andato storto nelle sue storie d’amore e cosa lo ha portato a soffrire così tanto.

Questa sorta di terapia, però, offre una visione solo parziale, è la verità secondo Rob: saranno proprio i suoi ex amori a fargli capire che non è stato un semplice spettatore, ma il protagonista.

Un film e un libro generazionali, che mettono sul piatto la sindrome di Peter Pan, la voglia di non cambiare mai e soprattutto la musica come grande compagna di viaggio. Innumerevoli sono le citazioni presenti, che attraversano tutta la musica degli anni ’90 dai Nirvana ai Solomon Burke.

Un ragazzo – About a boy

Last but not least: About a boy. Film del 2002 con uno strepitoso Hugh Grant, un’altrettanto grandiosa Toni Collette e il giovanissimo Nicholas Hoult (Skins, X-Men).

Molto fedele al libro da cui è tratto – Un ragazzo – racconta la storia di Will, donnaiolo incallito e londinese Doc. Vive di rendita grazie a un jingle natalizio realizzato da suo padre molti anni prima e passa le giornate tra quiz televisivi, caffè alla moda e relazioni brevi ma intense.

Il suo terreno di caccia è l’universo delle mamme single: zero responsabilità, minimo impegno, grande resa finale.

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Hugh Grant e Nicholas Hoult in About a boy. Fonte web

Will conoscerà Susie a un gruppo di aiuto per genitori single, millantando di avere un figlio e una moglie che li ha abbandonati. Dipinge per se stesso il ritratto di un premuroso padre di famiglia, quando altro non è se non un predatore. Durante uno dei vari tentativi di conquista incontra Marcus, il figlio dodicenne di un’amica di Susie.

Marcus entrerà a gamba tesa nella sua vita. Un uragano che spazzerà via la superficialità e la piattezza di un’esistenza vuota. Il bambino, d’altro canto, avrà modo di imparare da Will un po’ di leggerezza e riuscirà a superare il tentato suicidio della madre e ad accettarsi.

About a boy è un film che non smetterà mai di piacerci, semplice ma profondo, ironico ma intenso, cucito addosso a uno Hugh Grant qui in splendida forma.

Questo è il grande pregio di Nick Hornby: l’aver tratteggiato personaggi di spessore senza mai cadere nel banale o nel ridicolo, anzi facendoceli amare attraverso il pungente filtro del sarcasmo e del divertimento.

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