Nicolas Sarkozy, in carcere dal 21 ottobre dopo una condanna a cinque anni di detenzione per associazione a delinquere, potrà fare ritorno a casa. La Corte d’Appello di Parigi ha deciso che l’ex presidente verrà sottoposto a una sorta di libertà vigilata, che in Francia ha il nome di contrôle judiciaire, che comporta il rispetto di determinati obblighi e limitazioni ai propri spostamenti.
Durante l’udienza, il politico è intervenuto in videochiamata dal carcere La Santé, a sud della capitale. Ha parlato della propria detenzione, da lui definita «molto dura» e «un incubo», estendendo la propria considerazione alle condizioni di tutti i carcerati. Ha poi ringraziato il personale penitenziario per l’unanimità mostrata nei suoi confronti.
In carcere, Nicolas Sarkozy mangiava solo yogurt
Attualmente, Sarkozy si trova in isolamento, ed è sempre affiancato da due agenti incaricati della sua sicurezza. La misura si è resa necessaria a causa delle feroci proteste degli altri detenuti contro di lui, dopo il suo ingresso nell’istituto detentivo.
Il verdetto risale a settembre, quando un giudice aveva stabilito che, nel corso della campagna elettorale per le presidenziali del 2007, Sarkozy cercò in tutti i modi di ottenere finanziamenti illeciti dal regime del dittatore libico Muammar Gheddafi. L’ex leader vinse al ballottaggio quelle elezioni. Il tribunale di primo grado aveva disposto che l’imputato attendesse in cella l’inizio del processo di appello, previsto per marzo del 2026. Le preoccupazioni per l’inappetenza del detenuto, che in questi giorni si sarebbe cibato solo di yogurt, per paura di essere avvelenato, avrebbero contribuito a un’inversione di rotta.
Federica Checchia





