Cronaca

Salerno: sono annegate le 26 nigeriane recuperate cadavere dalla Cantabria

Concluse le indagini della Procura di Salerno sullo sbarco della scorsa settimana: le 26 nigeriane arrivate morte a bordo della nave Cantabria si trovavano su un natante con a bordo circa 150 migranti, molti dei quali anche loro morti ma non recuperati

Dovevano essere circa 150 i migranti che si trovavano sulla nave semiaffondata il 3 Novembre scorso al largo delle coste libiche, i cui naufraghi sono poi stati portati a Salerno dalla Cantabria.

Questo il risultato delle indagini della Procura di Salerno, aperte non appena la Cantabria, battente bandiera spagnola, è approdata nel porto di Salerno il 5 Novembre, due giorni dopo il naufragio, con 64 migranti tratti in salvo e 26 donne nigeriane morte.

Le autorità avevano subito pensato ad un caso di violenza ma il risultato delle ultime indagini smentisce le ipotesi iniziali. Partendo dalle testimonianze dei sopravvissuti sembra ormai sicuro che le persone presenti a bordo del natante affondato fossero circa 150.
Tutti i mancanti sono morti per annegamento e poi dispersi in mare. Solo 26 cadaveri sono poi stati trovati e recuperati dalla Cantabria.

Le 26 donne nigeriane sono morte per annegamento

Dagli esami svolti dalla procura di Salerno pare che nessuna delle donne morte abbia ricevuto violenza o sia stata uccisa di proposito: la causa sarebbe stata l’annegamento.

E’ arrivato anche il nulla osta della procura per dare il via alle operazione di sepoltura delle salme.  Bisogna però prima aspettare l’autorizzazione del Tribunale Civile di Salerno.

Nella giornata di domani dovrebbero tenersi i funerali delle 26 donne nigeriane rimaste vittime del naufragio e recuperate.
La città di Salerno si prepara al lutto cittadino, come ha affermato il Sindaco Vincenzo Napoli.

Come segno doveroso di dolore e commiato nei confronti di queste giovanissime ragazze che hanno trovato la morte in una delle ennesime tragedie del mare.
Faremo in modo che sia una celebrazione di semplicità assoluta, di eccezionale sobrietà ma, nei limiti del possibile, di grande solennità“.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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