Anche Nikki Haley si ritira. Tra i repubblicani resta così in corsa solo Donald Trump: e sarà lui a sfidare l’attuale presidente Joe Biden nelle elezioni per la presidenza degli Stati Uniti che si terranno il prossimo novembre. Tutto come già scritto da mesi, e salvo eventi – questi sì oggi non prevedibili – che nei prossimi mesi potrebbero condizionare la campagna per la Casa Bianca di due presidenti anziani: Biden ha 81 anni, the Donald ne ha 78 Biden. Mentre le inchieste della magistratura continuano a incalzare Trump e uno dopo l’altro, prima dell’autunno, inizieranno i procedimento in aula con accuse gravissime, a cominciare dal ruolo avuto dall’ex presidente nazionalpopulista nella rivolta che ha portato i suoi sostenitori ad assaltare il Congresso americano il 6 gennaio del 2021, subito dopo la sconfitta subita (e mai digerita) dal tycoon proprio da Biden.

«Nikki Haley è stata sconfitta , in modo schiacciante», ha commentato Trump su Truth, dopo il Super Tuesday, affermando che «gran parte dei suoi soldi provenivano dai democratici della sinistra radicale, così come molti dei suoi elettori, quasi il 50%, secondo i sondaggi».
«Quello di ieri – ha sottolineato l’ex presidente – è stato il Super Tuesday di maggior successo della storia e vorrei inoltre invitare tutti i sostenitori di Haley a unirsi al più grande movimento della storia». Poi la conclusione ormai scontata del leader della destra: «Biden «è il nemico e sta distruggendo il nostro Paese».

Donald Trump e Joe Biden sbancano e vincono a valanga nel Super Tuesday, la maxi tornata delle primarie Usa con 15 stati e un territorio americano, ipotecando la nomination e quindi il rematch nelle elezioni di novembre. Ma entrambi vedono confermate le proprie vulnerabilità.

Nikki Haley, la rivale repubblicana del tycoon, gli impedisce lo ‘strike’ strappandogli a sorpresa il liberal Vermont, secondo successo dopo la capitale. Anche il leader dem perde un round e naufraga nei caucus delle isole Samoa, dove perde contro uno sconosciuto candidato locale, l’imprenditore Jason Palmer. E ritrova nelle urne di alcuni stati, come il Minnesota, la protesta del voto arabo per il sostegno a Israele nonostante il “genocidio” a Gaza.

Per il resto il Super Tuesday va come previsto, con Trump e Biden che fanno incetta della quasi totalita’ dei delegati in palio, circa un terzo di quelli complessivi. Compresi i bottini più ricchi, quelli di California e Texas, i due stati più popolosi del Paese. Prima che fossero annunciati tutti i risultati, il tycoon ha pronunciato in diretta tv il suo ‘victory speech’ a Mar-a-Lago, dove domenica ha incontrato anche Elon Musk ed altri finanziatori repubblicani, a caccia di soldi per la sua campagna ma forse anche per pagare i quasi 500 milioni di sanzioni per gli asset gonfiati.