Calcio

Novara Calcio: nel limbo dell’incertezza

Dai primi posti del girone che tanto fomentavano la piazza azzurra, passando per l’addio di Banchieri con seguente incarico di Marcolini, soggetto danzante dentro oscure dinamiche societarie. La risultante è presto presentata: gioco fuorviante altresì assente, ambiente crudo, sette partite senza successi ed un silenzio stampa capace di aizzare la folla.
Cosa succede al Novara Calcio?

Marcolini o non Marcolini?

E’ indubbio che il patema d’animo novarese passi anche e soprattutto dalla gestione dello spogliatoio. Non è stato facile abbandonare il proprio traghettatore, serafico e composto nelle sue uscite analoghe al modo di presentare la squadra in campo ogni settimana.
Simone Banchieri ha rappresentato, nel suo anno e mezzo di permanenza, una figura imperturbabile alle vicende societarie che tanto scuotevano l’ambiente. Da mero rappresentante della prima era Rullo-Cianci è stato capace di accaparrarsi il consenso cittadino e di tutta la Curva Nord, tali che in occasione del suo esonero striscioni di commemorazione recingevano gli scorci di paese.

Il salto di qualità della squadra però non avviene, il commiato del tecnico ,invece, sì.
Parmenide era solito descrivere i cambiamenti come manifestazioni illusorie del caos: Parmenide era anche un tifoso novarese frustrato e previdente. Arriva alla corte azzurra il baldanzoso Michele Marcolini, bandiera del Chievo Verona da giocatore e -in misura ristretta- anche da allenatore. Il palmarès è di tutto rispetto tenuto conto delle esperienze sulle panchine di Alessandria, Albinoleffe ed in ultimo i clivensi gialloblu.
L’impronta tattica è dipinta da un 3-5-2 all’apparenza dispendioso: i centrali marcano a uomo su tutto il fronte mentre gli esterni all’occorrenza sono quinti di difesa e/o d’attacco.

L’esordio avviene l’8 novembre col pareggio interno con la Juventus U23: da quel momento si cambia modulo e tattica con l’addio al 4-3-3 di banchierana memoria.
Inanellate cinque gare senza vittoria, 3 pareggi e 2 sconfitte che hanno portato gli azzurri al 13esimo posto a ridosso della zona playout.
In ultima annotazione il pareggio col Grosseto di domenica che è scaturito in un silenzio stampa tanto calunniato dalla tifoseria che -in quanto tale- preferirebbe carpire qualcosa in più delle misere supposizioni da bar.

L’arte della guerra del Novara

Il meccanicismo causa/effetto scaturito dall’ultimo periodo sembra attribuire la maggiore percentuale di colpa non al neo-immesso tecnico, bensì alla più generale visione societaria. Il silenzio stampa altro non è che il rifugio di un futuro sempre più incerto.
Al momento la società dovrebbe impegnarsi a chiudere la pratica fideiussioni affinché scompaia -per un solo istante- l’alone di paura che incombe sulle fronti di tifosi e giocatori.
La situazione appare talmente critica da scaturire molteplici principi di panico: la società teme di fallire in termini economici, i tesserati di ricevere in ritardo gli stipendi ed i tifosi di dover informarsi sulle possibili trasferte della promozione piemontese.

Per comprendere il destino impervio che spetta al Novara è conveniente citare Sun-Tzu, generale militare e filosofo dell’Impero cinese tra il VI e V secolo a.C.
Il suo rinomato trattato strategico ‘Arte della Guerra è un testo dalla forte valenza simbolica per il mondo dell’est, tramandato oralmente per due secoli salvo poi essere redatto in tredici capitoli.
In uno di questi, ‘Pianificazione dell’attacco o 謀攻‘, esprime un concetto chiave allo snodo della nostra vicenda.

Parafrasando, un sovrano è capace di danneggiare il proprio esercito in due modi. Comandando l’avanzata o la ritirata in circostanze errate o inusitate.
Oppure dirigendo una scorribanda militare senza la benché minima conoscenza dell’arte della guerra. Entrambi i casi provocano irrimediabilmente incertezza e confusione tra i soldati affondando in sconfitta certa. La strategia senza tattica è la strada più lenta per la vittoria, ma la tattica senza strategia è il clamore prima della sconfitta. Anche qui, pare che Sun-Tzu fosse un tifoso del Novara sconfortato dalla dirigenza societaria.

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