Nuova via della seta: Italia divisa tra due superpotenze

la nuova via della seta
Italia – Cina il protocollo di cooperazione (euronews)

Il Governo italiano, ancora alle prese con l’onerosa vicenda della Tav, si trova in queste ore a doversi pronunciare su un altro argomento molto caldo: la discussione istituzionale relativa alla cosiddetta “nuova via della seta“. Una vera “trappola“, capace di accendere i riflettori di Stati Uniti e Cina: da una parte, il richiamo americano all’affidabilità dell’alleato, dall’altra le “sirene” dei nuovi mercati orientali, che già in Italia hanno portato investimenti per migliaia di miliardi.

A rendere la situazione più fibrillante è l’imminente incontro del Presidente cinese Xi Jinping, in Italia i prossimi 22 e 23 marzo, con il nostro premier Giuseppe Conte.

Perché è così importante il ruolo dell’Italia in questa querelle?

Il nostro è il primo Paese, fra i membri del G7, ad essere chiamato in causa per l’adesione al più grande progetto infrastrutturale della Cina moderna: la Belt and Road Initiative BRI, la nuova via della seta, appunto, il corridoio commerciale che attraversa strategicamente i territori-chiave del Mediterraneo.

Un progetto alquanto ambizioso: attraverso nuove rotte e grandi investimenti, la Cina punta – difatto – a diventare la più grande potenza economica e commerciale al mondo. Ciò suscita, evidentemente, la preoccupata reazione di un’altra grande potenza che negli anni è riuscita a monopolizzare il commercio di molti altri paesi alleati: Gli Stati Uniti.

Garret Marquis, portavoce del National Security Council, l’organismo che si occupa delle minacce strategiche, ha messo in guardia, per primo, gli alleati: questo progetto, ha tuonato, è pericoloso per l’economia e la sicurezza del mondo occidentale.

In che modo il nuovo percorso commerciale della Cina rappresenta “un pericolo” per l’ Europa?

ti presento l’Unione Europea (pollyanna.it)

Non solo gli Stati Uniti, ma anche l’Unione Europea guarda con sospetto l’avanzata della Cina e la sua espansione commerciale “globale“.

La Cina è lontana dai nostri valori e principi” affermano a Bruxelles, ma l’enunciazione di principio nasconde ben altre preoccupazioni di carattere finanziario e strategico.

Certo, non tutti i Paesi europei la pensano allo stesso modo. Germania ed Inghilterra, ad esempio, già da tempo non celano segnali di approvazione verso l’alleanza con i cinesi, specie per ciò che riguarda le nuove tecnologie, fiore all’occhiello di Pechino.

Non solo nuove rotte commerciali: la Cina si aggiudica il primato delle nuove tecnologie

Le nuove tecnologie Huawei (Eastwesth.eu)

Tuttavia, per gli Usa il vero pomo della discordia sarebbe proprio rappresentato dalle nuove tecnologie. Il grande colosso Huawei,fondato in Cina nel 1987, rappresenta ad oggi una delle più grandi realtà nel campo delle telecomunicazioni, di sistemi informatici e soluzioni di rete: un “infiltrato speciale” in grado di penetrare anche i segreti della difesa USA.

La cosiddetta “Black Door“, la porta di servizio capace di accedere ad un qualsiasi sistema informatico in maniera semplice ed autonoma, è il peggior incubo del Presidente americano Donald Trump.

La via della seta: una storia antica che arriva ai nostri giorni

nuova via della seta (blaslingnews)

Ma torniamo alla “via della seta“: essa rappresentava il percorso dei mercanti, circa 8000 km tra l’impero cinese e quello romano.

Roma, ai tempi della gloria degli Imperatori, era la meta principale del commercio asiatico, il crocevia non solo di scambi commerciali ma anche culturali e religiosi.

Grazie all’espansione dell’impero di Alessandro Magno, i rapporti commerciali tra oriente ed occidente divennero sempre più regolari. Nel I secolo a.c. “la nuova via della seta” fu definita in seguito a molteplici spedizioni dipolmatiche e militari. Le fonti storiche narrano che lo stesso Cesare, di ritorno dall’Anatolia, portasse a Roma bandiere di seta sfavillanti, tessuto ritenuto immorale dal Senato romano al punto da emanare veri e propri editti che vietavano di indossare quell’ “impuro” orpello.

Fu grazie a due monaci provenienti dalla Cina e diretti a Costantinopoli, che venne svelato il segreto della produzione della seta.

Incaricati da Augusto, i due religiosi si procurarono uova di bachi da seta: e fu così che anche da noi si avviò la fiorente produzione del prezioso tessuto.

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