Bill Gates torna nella bufera dopo la pubblicazione di oltre tre milioni di pagine di documenti legati al caso Jeffrey Epstein, diffusi dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Tra le carte analizzate dal Daily Mail, emergono email attribuite al defunto finanziere, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019, che contengono accuse non verificate nei confronti del fondatore di Microsoft, riferite a presunti rapporti con donne da cui avrebbe contratto malattie sessualmente trasmissibili. Le affermazioni, risalenti al 2013, non sono supportate da riscontri indipendenti e restano allo stato di accuse.

Dalla enorme mole di file pubblicati spunta anche un’email su Bill Gates che Epstein si auto inviò nel 2018, dalla quale trapela che il fondatore di Microsoft aveva contratto una malattia venerea dopo alcuni rapporti sessuali con ragazze russe.

La malattia venerea di Bill Gates da una ragazza russa

In una lunga email datata 18 luglio 2013, scritta da Epstein e inviata a sé stesso, il finanziere afferma che Gates avrebbe avuto rapporti sessuali con “ragazze russe“, avrebbe contratto una malattia sessualmente trasmissibile e avrebbe chiesto antibiotici da somministrare di nascosto alla moglie di allora, Melinda Gates. “Per aggiungere la beffa al danno, mi implori di cancellare le e-mail riguardanti la tua malattia sessualmente trasmissibile, la tua richiesta di fornirti antibiotici da somministrare di nascosto a Melinda e la descrizione del tuo pene”, scrive Epstein. Nella stessa missiva si dice inoltre “sconvolto oltre ogni comprensione” per la decisione di Gates di “ignorare l’amicizia che si era sviluppata negli ultimi sei anni”.

Nella carte Donald Trump è menzionato ben 3.200 volte

In alcuni casi, mette in evidenza il New York Times, il nome del presidente era in articoli che Epstein e i suoi amici si scambiavano, altre volte compariva nelle email in cui l’ex finanziere parlava delle elezioni del 2016. Ringraziando tutti i legali che hanno collaborato e lavorato senza sosta alla revisione delle carte per proteggere le vittime, il viceministro della giustizia ha assicurato che nulla è stato fatto per proteggere Donald Trump.

“Abbiamo rispettato lo statuto. Non abbiamo protetto il presidente Trump, non abbiamo protetto nessuno. La Casa Bianca non ha nulla a che vedere con la revisione”, ha detto nel corso di una conferenza stampa Todd Blanche. “Credo ci sia una fame e una sete di informazioni che, a mio parere, non sarà soddisfatta da questi documenti”