«Dopo aver speso migliaia di miliardi di dollari per la Nato e per la difesa di Paesi come l’Italia, il suo primo ministro non prenderebbe nemmeno in considerazione l’idea di schierarsi contro la Repubblica Islamica dell’Iran e la sua gravissima minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando si tratta di difendere noi e il resto del mondo, loro non ci sono. Non va bene!». Sono le parole con cui Donald Trump è tornato a criticare Giorgia Meloni con un post su Truth.
Nei giorni scorsi Donald Trump si è reso protagonista di un duro scontro a distanza con Giorgia Meloni. Dopo aver detto che la premier italiana l’avrebbe “implorato” di fare una foto insieme al G7 di Evian, l’inquilino della Casa Bianca ha rincarato la dose accusando Meloni di voler “tornare a essere mia amica per far risalire i suoi ‘numeri’, no grazie”. E altrettanto dura era stata la replica della presidente del Consiglio, che ha detto: “La mia popolarità non ti riguarda ed essere tua amica non l’ha certo favorita”, promettendo poi di non tornare sull’argomento perché “credo che questo sia uno spettacolo all’altezza del nostro compito”.
Ieri la premier Giorgia Meloni aveva spiegato che non avrebbe più replicato al presidente Usa. Stavolta, Palazzo Chigi resta quindi in silenzio, difendendo la linea tracciata: con l’obiettivo di mantenere saldo il rapporto con gli Usa.
Tra le altre cose, Trump ha rinfacciato alla Meloni di avergli negato l’uso della base militare di Sigonella, in Sicilia, per la guerra in Medio Oriente. Meloni ha risposto con un messaggio dai toni duri, in cui ha difeso quella scelta richiamando gli accordi bilaterali sulle basi americane in Italia: «Il loro uso è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato, e che non possono essere violati finché io sarò presidente del Consiglio». Ha aggiunto che «l’Italia resta una nazione sovrana».
Il caso di Sigonella risale a venerdì 27 marzo, ma è diventato pubblico solo il 31, quando lo ha rivelato il Corriere della Sera. Il governo italiano aveva negato agli Stati Uniti la possibilità di far atterrare alla base alcuni aerei militari diretti in Medio Oriente, dove l’esercito statunitense stava bombardando l’Iran insieme a Israele.
C’è preoccupazione pure sul lato commerciale, per i possibili nuovi dazi sui prodotti italiani, con rincari rispetto alle tariffe europee. Anche il ministro Ciriani ha parlato di «possibili ricadute serie», mentre quello dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, era riuscito a ridurre i dazi indiretti (tariffe antidumping) alla nostra pasta. Con i colleghi, Lollobrigida sostiene di non temere extra-dazi, «perché sono questioni europee» e perché «come dimostrano i numeri del nostro export, che ha superato il Giappone, hanno influito poco e niente». Ma lo scenario si fa sempre più incerto.





