Cronaca

Quali sono gli sport permessi e quelli vietati secondo il nuovo Dpcm

Foto dal web

Il ministero spiega quali sono gli sport permessi e quali quelli vietati dal nuovo Dpcm. Restano dubbi sulla ginnastica a scuola

Sport permessi e vietati

  • È possibile allenarsi con il personal trainer, ma solamente all’aperto e a distanza di sicurezza. Chiusi gli studi, a meno che non vengano svolte attività di fisioterapia o riabilitazione.
  • Yoga e/o pilates si possono fare, a patto che vengano svolti in centri o circoli sportivi all’aperto. Possibile allenarsi nei parchi.
  • Ammessi anche tennis e padel. Possono continuare perché non prevedono il contatto. L’importante è svolgere le attività in circoli o centri sportivi all’aperto e nel rispetto delle norme di sicurezza.
  • Possono continuare anche le lezioni di calcio/calcetto e altri sport di squadra, ovviamente solo all’aperto. “Le attività motorie e di sport di base possono essere svolte presso centri sportivi e circoli all’aperto. Importante rispettare distanziamento sociale ed evitare gli assembramenti”, spiega il ministero. Saranno però ammessi solamente allenamenti e attività sportiva di base a livello individuale, quindi evitando contatti fisici. Vietate le partite.
  • Le scuole danza sono chiuse in quanto le attività si svolgono nelle palestre. Nonostante nell’elenco degli sport da contatto ci sia scritto che la danza può continuare in maniera individuale, i centri danza considerati ‘ricreativi o culturali’ rientrano nella chiusura.
  • Sono sospese le attività nelle piscine. Anche se le strutture hanno rispettato i protocolli sanitari, il Dpcm ha previsto la chiusura delle strutture.
  • Lo sci a livello amatoriale non è permesso, ma gli impianti potranno essere riaperti in seguito all’approvazione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e province autonome, validate dal Cts. Attualmente sono ammesse solo manifestazioni sciistiche di interesse nazionale.

Andrea Caucci Molara

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Andrea Caucci Molara

Ho 26 anni e sogno fin da piccolo di diventare giornalista. Ho sempre preferito l'edicola al negozio di giocattoli.
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