L’Odissea di Christopher Nolan, uscita nelle sale italiane il 16 luglio 2026, meritava una colonna sonora epica come l’opera da cui è ispirata, ovvero il testo epico di Omero. Per questo il regista britannico naturalizzato statunitense affida la composizione delle musiche del film a Ludwig Göransoon, direttore d’orchestra, produttore discografico e compositore svedese. Giunto alla sua terza collaborazione con Nolan, – le prime due erano state con Tenet e Oppenheimer che gli è valsa anche un premio Oscar, un Bafta e un Golden Globe – il musicista dimostra di sapere bene come muoversi e come rispondere alle aspettative di un uomo come il regista di Batman e Memento. Uscita sulle piattaforme il 17 Luglio 2026 e nata dalla mente creativa di Göransoon, la colonna sonora originale dell’Odissea ben rappresenta la solennità della pellicola.

Il diktat di Nolan 

In un’intervista al New York Times dello scorso maggio, Göransoon racconta della richiesta di Nolan per la composizione della colonna sonora dell’epico film. Il regista britannico, motivato nel creare un adattamento che rispettasse il contesto storico e le sue usanze, infatti, ha chiesto al compositore di non usare un’orchestra. Per questo, Göransoon ha costruito un sound inedito utilizzando strumenti dell’Antica Grecia, come gong di bronzo, metalli di recupero e voci che rispecchiassero la storicità del film.

E’ stata la mano di Zeus 

Il poema epico per eccellenza, dopo l’Iliade dello stesso autore, merita un adattamento e una colonna sonora di impatto. Il primo brano della raccolta, Zeus’s Law, rappresenta tutto questo e altro. I toni cupi, drammatici e intensi catapultano subito lo spettatore nelle vicende del film. Le battute musicate di Travis Scott, – che interpreta un aedo incaricato, come solito nell’antica Grecia, di tramandare le grandi gesta degli eroi greci – sono indicative. Il rapper statunitense, scelto da Nolan per il parallelismo della trasmissione orale dei poemi omerici e la natura del rap moderno, lo dice chiaramente. Il film parlerà di un uomo, di una guerra, di un inganno, di una flotta e di un pensiero

Casa dolce casa, il doppio del luogo sicuro 

Dopo il brano d’apertura la colonna sonora composta da Göransoon presenta tre brani originali che insieme creano il blocco degli affetti del protagonista. Itaca, Penelope e Telemaco, ascoltati in successione, riportano alla mente la tenerezza, la malinconia e la nostalgia dell’atmosfera delle scene domestiche ad Itaca di madre e figlio che desiderano il ritorno dell’amato. Ma casa non è solo questo, perché dietro le sonorità acustiche dolci e tenue, esiste l’ombra. Le melodie si fanno cupe, così come la minaccia che incombe su Itaca, sulla sua regina e sul suo principe. I proci, pretendenti della regina, vogliono il trono e sostituirsi a Odisseo. L’interpretazione delle mura domestiche come qualcosa di rassicurante e minaccioso reca in sé una domanda precisa: dove è Odisseo? 

Il viaggio durato 10 anni, l’amore per il noos e le avventure 

Göransoon è un maestro in questo e risponde alle volontà di Nolan e della sua opera. Dopo che lo spettatore si è chiesto dov’è il suo protagonista, lui appare sullo schermo e il regista sceglie allora di raccontare attraverso dei flashback le sue vicende dopo la guerra di Troia. Calypso/Agamennone, Let’s go Home, Cyclops, Menelaus, Troy, Circe, Hades, non solo solo delle canzoni, ma ben rappresentano il percorso avventuroso di Odisseo. Sonorità e ritmica forte, intensa, drammatica, come le vicende di cui il re di Itaca e i suoi uomini sono protagonisti. E mentre sullo schermo il telespettatore guarda i frame, la musica lo prende per mano e lo accompagna in  un viaggio paragonabile a quello di Odisseo. 

Il ritorno a casa

Dopo tante peripezie avviene il tanto atteso ritorno a casa. Odisseo torna nella sua patria, rincontra il suo fedele cane Argo, il figlio, la sua sposa. Ma non prima di essersi vendicato di coloro che hanno approfittato dell’ospitalità della sua famiglia per anni e che hanno infranto la legge di Zeus. Welcome Home Stranger, Odysseus e The Trial of Bow sono proprio questo. Göransoon sceglie di affidarsi a melodie che aumentano di intensità piano piano, capaci di ricalcare il clima drammatico delle scene che accompagnano. Tornare a casa, dopo venti anni di assenza, significa per Odisseo tenere fede alla sua promessa e dimostrarsi un uomo leale e fedele, alla sua famiglia, ai suoi valori e alla sua patria. 

Inseguire il sole 

Gli ultimi due brani della colonna sonora incarnano perfettamente il senso della pellicola. Chasing the Escaping Sun e When I’m Home parlano della partenza, del ritorno e di un nuovo inizio. Mentre Penelope e Odisseo navigano a Ovest verso l’orizzonte più sconosciuto inseguendo il sole li accompagnano i canti di voci femminili – assimilabili alle muse, coloro che per i Greci muovevano il destino degli uomini – e alle corde di una chitarra, che resta dolce, ma che è sempre di impatto. Così, Odisseo viene perdonato e si perdona, dei suoi peccati, delle atrocità commesse a Troia, della sua incontenibile sete di conoscenza che l’ha allontanato dalla propria casa. 

Layla Perroni