Oggi, lunedì 5 maggio, scade il termine ultimo per presentare la domanda per il voto da fuori sede ai cinque referendum dell’8 e 9 giugno 2025. Una proroga richiesta e ottenuta dalla Cgil e dal comitato referendario ha spostato la data di scadenza, inizialmente prevista per il 4 maggio. A poter votare in un comune diverso da quello di residenza saranno coloro che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, saranno domiciliate da almeno sei mesi in un’altra provincia.
La domanda va presentata al comune in cui attualmente si vive, di persona (negli uffici comunali), tramite delega oppure online. Il modulo da compilare è disponibile sul sito del Ministero dell’Interno. Ad esso si devono associare una copia di un documento di riconoscimento valido, della tessera elettorale e di un documento che specifichi le motivazioni del domicilio fuori sede. L’elettore dovrebbe ricevere l’attestazione con l’indicazione della sezione assegnata almeno cinque giorni prima del referendum.
Referendum 8-9 giugno: per cosa si vota

Quattro referendum su cinque riguardano il lavoro e alcune regole su licenziamenti, contratti a termine e infortuni. Fanno riferimento, nello specifico, al Jobs Act, la legge sul lavoro introdotta dal governo di Matteo Renzi. Anche altre norme approvate tra il 2008 e il 2021 circa la responsabilità solidale delle aziende committenti in caso di infortunio e malattia professionale dei lavoratori in appalto saranno oggetto di voto.
Il quinto referendum si riferisce invece alla cittadinanza italiana. Si propone infatti di ridurre da dieci a cinque gli anni di residenza regolare che occorrono alle persone straniere per poter chiederla e trasmetterla ai figli minorenni. La riforma riguarderebbe complessivamente 2,5 milioni di persone in Italia.
Federica Checchia
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