Oggi Hamas ha restituito quattro corpi. Tre appartengono a persone particolarmente note anche al di fuori di Israele: sono Shiri Bibas, sua figlia Ariel e suo figlio Kfir, che è stato il più giovane ostaggio rapito da Hamas il 7 ottobre (all’epoca aveva nove mesi). Il video di Bibas che tiene in braccio i suoi due figli mentre viene portata via dal kibbutz di Nir Oz fece molta impressione agli israeliani. Da allora le foto di Bibas e dei suoi due figli si sono viste spesso alle manifestazioni che chiedevano al governo israeliano di accelerare i negoziati per liberare gli ostaggi. Il quarto corpo è quello dell’attivista e giornalista Oded Lifshitz.

Le bare con i corpi di quattro ostaggi israeliani uccisi sono state consegnate da Hamas alla Croce Rossa a Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale, di fronte a una grande folla di palestinesi. La Croce Rossa porterà i corpi alle truppe dell’IDF a Gaza. Dopo aver ricevuto i corpi, l’esercito eseguirà una breve cerimonia militare guidata dal rabbino dell’Idf Eyal Karim, prima di portare gli ostaggi uccisi all’istituto forense Abu Kabir per l’identificazione. Il processo di identificazione potrebbe richiedere fino a 48 ore.

I militanti di Hamas hanno esposto quattro bare nere su un palco a Khan Younis circondato da striscioni militanti in vista della consegna dei resti degli ostaggi alla Croce Rossa. La consegna dei quattro corpi fa parte di un cessate il fuoco che ha messo in pausa l’offensiva militare di 15 mesi di Israele, lanciata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Hamas ha dichiarato che consegnerà i corpi di Shiri Bibas e dei suoi due figli Ariel e Kfir e di Oded Lifshitz. Sulle bare è applicata un’etichetta con la foto di ogni ostaggio e un messaggio. Sul palco, un grande manifesto accusa Israele di aver ucciso i quattro. Hamas espone anche munizioni presumibilmente utilizzate da Israele. I veicoli della Croce Rossa sono arrivati sul posto per raccogliere i corpi e portarli alle truppe dell’Idf a Gaza.

Il 7 ottobre venne rapito anche il marito di Bibas, Yarden, che durante la prigionia era stato tenuto in un luogo diverso da moglie e figli. Yarden Bibas è stato liberato vivo il 1° febbraio 2025: da allora la sua famiglia insiste per avere notizie su Shiri, Ariel e Kfir. Hamas sostiene che i tre siano stati uccisi nei primi mesi dell’invasione israeliana della Striscia di Gaza da un bombardamento israeliano.

Israele ha fatto sapere che prima di confermare ufficialmente la morte di Shiri Bibas e dei suoi due figli analizzerà il DNA dei corpi che verranno restituiti da Hamas, ma non sembra ci siano molte speranze che sia avvenuto uno scambio di persona e che i tre siano ancora vivi.

I corpi dei quattro ostaggi dovrebbero essere consegnati da Hamas a Israele vicino a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Haaretz scrive che nel luogo del rilascio Hamas ha montato un podio e un cartellone con scritto «uccisi dal criminale di guerra Netanyahu con i suoi missili». Hamas dovrebbe liberare sabato gli ultimi 6 ostaggi vivi il cui rilascio è previsto per la prima fase del cessate il fuoco. In cambio, Israele rilascerà altri detenuti palestinesi (finora ne ha rilasciati circa un migliaio).

Insieme agli ultimi ostaggi vivi, entro l’inizio di marzo Hamas dovrebbe riconsegnare anche i corpi di altri 8 ostaggi morti durante la prigionia. Se tutto filerà liscio alla fine della prima fase del cessate il fuoco Hamas avrà ancora circa 60 ostaggi, tutti uomini, metà dei quali si ritiene siano morti.