Ogni cosa è illuminata

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Di Redazione Metropolitan

Tutto prima o poi torna alla luce. Ogni segreto, ogni scheletro, anche il pensiero più nascosto e recondito.  Anche le storie. Quelle mai raccontate, tenute segrete nella speranza di farle scomparire, quelle che abbiamo confuso con i ricordi e non sappiamo più distinguere dalla realtà. 

Ogni cosa è illuminata 
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Ho terminato il libro due settimane fa e solo oggi mi sono decisa a rielaborarlo. Non è un tema facile e per quanto il libro cerchi di nascondere ciò che vuole davvero raccontare tra aneddoti esilaranti e una scrittura che alle volte somiglia a quella di un bambino alle prime prese con le parole, il tema fondamentale ritorna alla luce. 

Ma procediamo con ordine. 

Molti di voi conosceranno il film del 2005 diretto da Liev Schreiber e Elaija Wood nei panni del protagonista (l’attore che interpreta Frodo). Io non ho visto il film. Sono tra quei pochi, rari ma ancora esistenti esemplari che preferisce il libro al film, tranne che per alcuni altrettanto rari casi che non starò qui ad elencare. 

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Torniamo al libro. Scritto da Jonathan Safran Foer, lo stesso scrittore di: “Molto forte, incredibilmente vicino”(si!!) e di “Eccomi”, entrambi in libreria e entrambi in attesa. Libro d’esordio per lo scrittore statunitense uscito nel lontano 2002 e pubblicato in Italia per Guanda Editore.

Mi trovi meravigliosa? gli chiese lei un giorno mentre erano appoggiati al tronco di un acero pietrificato.

No, lui rispose.

Perché?

Perché ci sono tante ragazze meravigliose. Immagino che oggi centinaia si uomini abbiano chiamato meravigliose le loro innamorate, ed è solo mezzogiorno. Non puoi essere come centinaia di altre.

Mi stai dicendo che sono non-meravigliosa?

Sì.

AMBIENTAZIONE E PERSONAGGI

Ambientato in Ucraina di cui ho apprezzato la descrizione delle campagne e delle tradizioni, il racconto gira intorno al protagonista, Jonathan (coincidenza) e a un trio alquanto signolare che formerà la sua compagnia di viaggio.

Alex, l’adolescente che sogna l’America; il nonno di Alex che soffre di una cecità psicosomatica che non gli impedisce però di essere l’autista del viaggio, e la sua cagnolina maleodorante Sammy Davis Junior Junior.

 I dialoghi tra i tre hanno un non so che di esilarante. Mi sono spesso ritrovata a ridere da sola, l’ho letto per lo più sul treno di andata e ritorno dal tirocinio quindi lascio a voi la facoltà di immaginare la scena. 

Mio nonno era innamorato del profumo delle donne. ne portava gli aromi come anelli attorno alle dita e sulle punta della lingua come parole – combinazioni inconsuete di odori consueti.

Il nostro Jonathan parte dall’America verso l’Ucraina alla ricerca di una donna che crede abbia salvato suo nonno dai nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Una volta arrivato, però, si ritrova a dover fare i conti con una storia diversa da quella che aveva sentito raccontare e da quella che si era immaginato.

La realtà è diversa da come appare, da come sembra, il più delle volte.

[…] Non venivano mai proferite parole d’odio, né si alzavano mani. Ancor di più: non venivano mai proferite parole di rabbia, e nulla era negato. Ma ancor di più, no venivano mai proferite parole che non fossero d’amore, e tutto era portato come un ulteriore, piccolo elemento probatorio del fatto che così può essere, e non dev’essere altrimenti; […]

Arriva quasi sicuro di trovare ciò che stava cercando, ciò che l’ha portato in un continente diverso, ad avere a che fare con persone diametralmente opposte, culturalmente e moralmente, da lui.  

Percorreranno l’Ucraina in macchina, tra campagne desolate, motel a basso costo in cui non servono nulla di vegetariano, stazioni di servizio in cui ad una indicazione stradale corrisponde un pacchetto di sigarette solo perché americane

Sono stato informato anche di storie di viaggiatori che devono regalare la moneta alle guardie per riavere i loro documenti. Con gli americani può essere il massimo o il peggio. È il fare botta sull’americano sembrando una guardia pregiata. […]

Senza una cartina stradale perché il cane dacnomane l’ha distrutta, arrivano non si sa come, al cospetto di una anziana signora che sa molto più di quanto vuole realmente dire.

La differenza linguistica non aiuta l’eroe (così viene chiamato durante tutto il viaggio), e nella traduzione dall’ucraino all’inglese e viceversa qualcosa si perde, o non si vuole dire. L’anziana signora conosceva il nonno dell’eroe? O qualcuno a lui vicino? 

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È un continuo alternarsi tra la storia principale e tante altre storie che iniziano nel lontano 1700 quando una piccola comunità ebraica fonda una “città” dando inizio ad un intrecciarsi di storie e destini che arrivano fino ai giorni nostri.  

La storia tocca molti punti, dal comico al tragico, un’alternanza di stili e codici linguistici magistralmente fusi tra di loro.

[…] se nel mondo non c’è amore faremo un altro mondo, e lo circonderemo di mura massicce e lo arrenderemo con interni rossi e soffici, e gli forniremo un battaglio che suoni come un diamante caduto nel feltro di un gioielliere in modo che non lo sentiamo mai. Amami perché l’amore non esiste e io ho provato tutto ciò che esiste.

Non ho solo riso leggendo questo libro. Non ho solo pianto. E non ho solo sperato ci fosse un lieto fine o che la storia non terminasse. Ho sperato che storie così ce ne fossero di più, che libri scritti così fossero più numerosi.

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Alcune frasi, alcuni dialoghi potrebbero formare un libro a parte per la loro bellezza e la loro verità. Ma ho sperato anche che l’umanità non avesse un passato così triste da doverlo raccontare. Per chi viene dopo, per chi non l’ha vissuto ma non per questo va dimenticato.