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Olimpiadi, la Spagna si apre agli atleti transgender

L’approvazione in Spagna di nuove leggi all’interno della Ley de Igualda (legge sull’Eguaglianza) hanno portato alla luce un problema con la partecipazione degli atleti transgender alle competizioni sportive. Proprio la Spagna è prima per numero di atleti transgender che richiedono l’iscrizione alle Olimpiadi.

Alle Olimpiadi, le restrizioni della CIO per la partecipazione di atleti transgender

Sebbene a livello nazionale la Spagna ammetta che un atleta transgender partecipi liberamente ad una competizione sportiva, a livello internazionale ci sono regole ferree per garantire l’uguaglianza tra i partecipanti. Dal 2004 alle donne trans è richiesta un’adeguata terapia ormonale, e un intervento chirurgico per rimuovere gli organi sessuali esterni, per poter partecipare ai Giochi Olimpici.

Recentemente è stata eliminata la necessità di tali interventi chirurgici, richiedendo alle atlete che desiderano partecipare come donne, di dichiararsi tali. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha inoltre stabilito un limite massimo di dieci nanogrammi di testosterone per millilitro di sangue (condizione che richiede assunzione di farmaci a tale scopo).

Per le donne che invece passano al maschile, non sono previste restrizioni particolari.

In alcuni casi, vedi atletica, tennis e ciclismo, le regole risultano anche più severe rispetto al CIO. Il limite di testosterone nel sangue, in queste discipline, arriva a essere di cinque nanogrammi. In altri sport, come il rugby, la partecipazione degli uomini che cambiano sesso è severamente proibita nella categoria femminile.

L’esperienza di Martinez Patiño, ex atleta e ora ricercatrice all’Università di Vigo

La dottoressa Martinez Patiño, ex atleta, ha parlato così a Blasting News: “Le regole di un Paese che riguardano lo sport di alto livello non devono scontrarsi con i regolamenti internazionali dello sport, perché danneggiano gli atleti. Inoltre, gli standard internazionali si stanno evolvendo velocemente“. Poi aggiunge: “Attualmente lavoriamo a regole che non dovranno tenere in conto soltanto i valori ormonali per accettare un atleta transgender a una gara”.

Per il futuro si parla di decisioni per l’ammissione di transgender uomini e donne che potrebbero riguardare gli anni di allenamento ad alto livello. Gli anni di allenamento a tali livelli infatti incidono sul livello di testosterone, il quale permette agli atleti un recupero migliore.

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