Quest’anno il numero di atleti dichiaratamente LGBTQIA+ che gareggeranno alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è significativo. Tuttavia, è elevato anche il numero di atleti non dichiarati. Per evitare outing e tutelare coloro che non vogliono o non possono esporsi, Grindr ha scelto di apportare delle modifiche all’app. L’obiettivo è quello di rendere sicuro e discreto l’utilizzo.

Quali saranno le modifiche per gli atleti che usano Grindr?

L’azienda, in vista dell’imminente inizio dei Giochi, ha ufficialmente annunciato una serie di precauzioni che verranno applicate per tutelare i partecipanti non dichiarati che, con grande probabilità, provengono da uno dei 60 paesi in cui essere queer è un reato. Tra gli aggiornamenti apportati, gli utenti non potranno usufruire della funzione “Esplora e Naviga” per visualizzare i profili collocati all’interno del villaggio. La sospensione, che durerà per tutto il periodo delle olimpiadi, impedirà a ogni utente esterno all’area di poter inviare messaggi o visualizzare i profili.

Similmente, le distanze reciproche saranno oscurate in automatico. Per coloro che lo desiderano, la funzione può essere abilitata manualmente, consentendo di condividere la propria posizione approssimativa. Ai partecipanti sarà concessa anche la possibilità di sfruttare gratuitamente alcuni servizi a pagamento, tra cui il blocco degli screenshot, i messaggi a scomparsa illimitati e l’opportunità di annullare l’invio dei messaggi. Lo Chief Product Officer di Grindr, AJ Balance, ha evidenziato l’importanza delle modifiche, specie perché le olimpiadi offrono una visibilità notevole. Tuttavia, questo “può creare reali rischi per la sicurezza degli atleti LGBTQ+, soprattutto per coloro che non hanno dichiarato pubblicamente la propria appartenenza o provengono da paesi in cui essere LGBTQ+ è pericoloso o illegale”.

Ecco perché l’azienda vuole tutelare i suoi utenti

Come riportato da Gay.it, questo non è il primo anno in cui Grindr sceglie di adottare misure a tutela dei gareggianti. La causa che ha spinto l’azienda ad agire riguarda quanto pubblicato sul Daily Beast durante i Giochi di Rio de Janeiro del 2016. Il giornalista in quell’occasione pubblicò un articolo in cui parlava della cultura del sesso occasionale all’interno del Villaggio. Il pezzo, tuttavia, venne etichettato come potenzialmente pericoloso a causa di informazioni identificative di alcuni gareggianti che usavano Grindr. Successivamente, dopo la rimozione dell’articolo e le conseguenti scuse del Daily Beast, l’azienda ha ampliato le misure di sicurezza per gli utenti. Misure che hanno scelto di adottare anche quest’anno.

Stefania Cirillo