Oltre 300 persone, 303 alunni e 12 insegnanti, sono state rapite in un attacco armato a una scuola privata cattolica a Papiri, nella Nigeria occidentale: i 303 alunni sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze, fra i 10 e i 18 anni. La scuola oggetto dell’attacco è la St Mary e si trova nello stato del Niger, confinante con quello della capitale Abuja: alcuni uomini armati sono arrivati nelle prime ore di venerdì, quando ancora era notte, rapendo gli alunni e le alunne che dormono nelle strutture della scuola. Oltre 200 sono stati rapiti all’interno della scuola, altri 80 hanno provato a fuggire ma sono stati trovati dagli uomini armati poco dopo.
I rapimenti condotti da gruppi armati per ottenere dei riscatti sono diventati frequenti in Nigeria e sono spesso condotti da milizie islamiste. Quello di Papiri è il più grande nella storia del paese
L’escalation degli atti criminali nella nazione ha spinto il presidente, Bola Tinubu, ad annullare tutti i suoi impegni internazionali, compresa la partecipazione al G20 di Johannesburg, in Sud Africa, per seguire da vicino la crisi, ormai diventata anche un caso politico. Solo pochi giorni fa, almeno 25 ragazze erano state rapite dalla scuola femminile Government girls comprehensive, nello Stato nord-occidentale di Kebbi, mentre, in diverse parti del Paese, alcune bande criminali avevano assaltato una chiesa pentecostale nella città di Eruku, uccidendo due persone e sequestrando il pastore e una trentina di fedeli, e avevano colpito la comunità cattolica di Kushe Gugdu, nell’arcidiocesi di Kaduna , portando via il parroco del quale ancora non si hanno notizie.
I precedenti dei rapimenti in Nigeria
Nel nord del paese gruppi jihadisti compiono azioni simili da almeno un decennio. Nel 2014 a Chibok, nel nordest della Nigeria, 276 ragazze sia cristiane che musulmane furono rapite da miliziani del gruppo Boko Haram. Poco dopo il rapimento iniziò un’estesa campagna internazionale, in cui si era impegnata molto anche l’allora first lady americana Michelle Obama, per chiederne il rilascio, usando sui social network l’hashtag #BringBackOurGirls. Il primo tentativo del governo nigeriano di trattare con Boko Haram fallì, così come fallirono gli sforzi internazionali per trovare e liberare le ragazze rapite. In oltre dieci anni molte sono scappate o sono state liberate, ma circa 100 non sono mai ritornate.





