Il segretario ONU non ci sta più, Guterres dice basta: “a Gaza punizione collettiva!

Guterres a Che Tempo Che Fa s’è sbilanciato, ma rimanendo equo. Come Segretario dell’ONU non prende apertamente alcuna posizione e condanna il terrorismo ma anche (ovviamente) il Genocidio. Israele ha una morsa che si stringe sempre più attorno al suo operato. Fortunatamente direi, perchè sta letteralmente cancellando Gaza dalla faccia della terra.

ONU, Guterres si schiera con Gaza: è una “punizione collettiva”

Guterres:

“Quello che ha fatto Hamas è un attacco terroristico inaccettabile (…) gli ostaggi devono essere rilasciati immediatamente”.

Queste sono le parole del Segretario ONU, che continua dicendo anche che, tuttavia:

Guterres:

“il modo in cui è stata condotta la guerra a Gaza è che i civili stanno pagando il prezzo più alto e deve essere chiaro questo. Israele ha detto che è una guerra contro Hamas e non contro i palestinesi, ma la verità è che questa si è trasformata in una punizione collettiva contro i palestinesi”

Ma è la conclusione che pesa, infatti il Segretario ONU sbotta dicendo:

Guterres:

“Ora BASTA. Stiamo chiedendo una tregua umanitaria e il Ramadan potrebbe essere un’ottima occasione per arrivare a un cessate il fuoco”

Così il segretario generale Onu Antonio Guerres a Che Tempo Che Fa su Nove.

L’ONU ha ragione su Gaza, Israele sta compiendo una punizione collettiva:

Nel vasto palcoscenico del diritto internazionale gli stati necessitano di organizzare le proprie politiche seppur diverse. Ciò significa che ci si muove tra trattati, accordi e convenzioni. Ma nonostante tutto emerge un principio incontestabile: il rispetto del diritto cogente, quell’insieme di norme fondamentali che tracciano i confini inviolabili della civiltà e della giustizia globale. È un faro che guida le nazioni nel labirinto delle relazioni internazionali, richiamando all’ordine e alla responsabilità.

Ecco, mentre la comunità internazionale si affanna a tessere reti di giustizia e solidarietà, vi è una nazione che continua a calpestare i diritti umani con una spavalderia ormai esplicita: Israele. Inutile continuare a fingere di non vedere, le sue azioni hanno offuscato l’orizzonte della dignità umana. L’operato di Israele a Gaza sta lasciando dietro di sé una scia di sofferenza e ingiustizia.

Non è solo una “punizione” ma un genocidio, e il diritto cogente non è negoziabile:

Le violazioni ripetute dei diritti umani da parte di Israele non sono passate inosservate agli occhi vigili degli organismi internazionali incaricati di vigilare sull’equilibrio e sulla giustizia nel mondo. Le grida di disperazione delle vittime sono state ascoltate, e il silenzio dell’impunità è inizia a venir spezzato.

Non esiste, e non potrebbe mai esistere, una giustificazione valida per l’oppressione e la brutalità. Non c’è spazio per il “diritto a difendersi” quando si tratta di colonizzare un territorio, quando si strappa via la dignità e si schiacciano le speranze di intere comunità. Le narrazioni tessute da Israele, una volta avvolte nella nebbia dell’inganno, ora rivelano tutte le loro ipocrisie, tutte le loro debolezze di fronte alla forza inarrestabile della verità.

Il rispetto del diritto cogente e dei diritti umani non è negoziabile. È il fondamento su cui si erige la civiltà, il pilastro su cui si regge il mondo. Le nazioni devono guardare oltre i propri interessi egoistici e abbracciare l’universalità dei principi che ci definiscono come esseri umani. Solo allora potremo sperare di costruire un mondo in cui la giustizia non sia un lusso, ma un diritto inalienabile per tutti.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine