La serie TV Netflix Orange is the new black sta per finire
Da qualche giorno è stata annunciata la data d’uscita della settima e ultima stagione di Orange is the new black. La serie TV, ambientata in una prigione femminile, è stata uno dei primi progetti targati Netflix.
L’annuncio
Per l’ultima stagione non abbiamo un vero e proprio trailer, ma un video postato dall’account Twitter ufficiale. In questo vediamo le protagoniste principali di Orange is the new black cantare la sigla “You got time” per comunicarci che il 26 luglio 2019 arriverà la settima stagione.
Le serie TV di Netflix, tipicamente, sono rese disponibili complete: lo stesso giorno escono tutti gli episodi dell’intera stagione. Questo è quello che succede anche per Orange is the new black e, a meno che non abbiate fatto un recente re-watch, probabilmente anche voi non ricordate i particolari della sesta stagione. Ecco dunque un breve riassunto per riprendere la settima stagione al meglio.
Orange is the new black – Ripassiamo la sesta stagione
Premesse dalla quinta stagione
Durante l’intera quinta stagione scoppia una rivolta nel carcere di Litchfield in cui vivono le protagoniste della serie. Tutto era partito con la pistola in mano a Daya (Dascha Polanco) puntata contro la guardia. Questa premerà il grilletto spinta dall’odio e dall’incitamento delle compagne. La guardia sarà colpita alla gamba, ma le mancate cure lo porteranno alla morte e quindi Daya sarà colpevole di omicidio.

Proprio nell’ultimo episodio di questa stagione, muore anche il terribile Piscatella (Brad William). Un’altra guardia gli spara per errore e, aiutata da altri colleghi, altera la scena facendo sembrare che sia opera di una detenuta.
L’arrivo nel nuovo carcere
La sesta stagione si apre in un nuovo carcere in cui l’FBI interroga le detenute per trovare un colpevole per la morte di Piscatella. La prima ad essere interrogata è Suzanne (Uzo Aduba), ma soffre di allucinazioni a causa del troppo tempo passato senza farmaci. Per questo motivo la sua dichiarazione non sarà presa in considerazione.
Tra Gloria Mendoza e Maria Ruiz prosegue la rivalità iniziata già da tempo, la prima fa il nome della seconda all’FBI. Dopo entrambe le dichiarazioni, Ruiz si ritrova con la pena allungata di ben 10 anni.

Piper (Taylor Schilling) non presta molta attenzione alle domande dell’FBI, poiché è preoccupata per Alex (Laura Prepon): per i prime due o tre episodi non fa che ripetere: “Dov’è Alex?”. Finalmente la ritrova e scopre che era semplicemente in infermeria a causa del braccio rotto.
Scopriamo che Frieda (Dale Soules) era già stata in quel carcere, a quanto pare si trova in prigione da moltissimi anni. Era stata trasferita a Litchfield, un posto di minima sicurezza, dopo aver tradito una compagna di cella andando a raccontare alle guardie del suo giro di droga.

Tornata in quel luogo sa che quella donna farebbe di tutto per ucciderla, così tenta il suicidio per evitare di vivere nel terrore. Poi fa il nome di Red all’FBI ed è assegnata allo stesso braccio tranquillo in cui c’è Suzanne.
Red (Kate Mulgrew) non verrà considerata colpevole nonostante gli iniziali sospetti. Successivamente incontrerà la nemica di Frieda con la quale stringerà un’ alleanza per vendicare il torto subito da quest’ultima.
Chi è accusata?
Cindy scopre l’imbroglio inscenato dalle guardie in merito alla morte di Piscatella, ma ha paura di parlarne, così fa finta di non sapere nulla. In questo modo, però, è costretta a fare il nome dell’amica Taystee la quale sarà accusata per l’omocidio di Piscatella.

Per Taystee le cose si mettono male: è considerata responsabile per la morte della guardia. Il suo agente le spiega che non ha molta scelta, poiché le suo impronte sono sull’arma e molte altre detenute hanno fatto il suo nome. Disperata cerca aiuto in Caputo (Nick Sandow), sa che lui è l’unico che possa aiutarla (e probabilmente anche l’unico a cui interessi fare giustizia).
Caputo cerca di aiutare Taystee, ma Linda (Beth Dover) gli mette il bastone tra le ruote a causa dei loro trascorsi. Lei ottiene un ruolo importante nell’azienda per compensare quello che ha dovuto passare: era stata scambiata per una detenuta durante la rivolta e ha dovuto vivere in prigione per un po’ di tempo.
Le dinamiche interne
Dopo che le nuove arrivate si sistemano nei vari bracci scoprono che è presente una grossa rivalità tra due: le divise blu contro quelle cachi. La tensione tra le prime due è causata dalle sorelle Barb e Carol, finite in prigione per aver ucciso la sorella minore. Tra le due si percepisce che c’è sempre stata competizione per la comune ambizione ad essere leader. In effetti sono le rispettive leader dei due bracci e le più rispettate della prigione. Frieda aveva tradito proprio loro anni prima, ecco spiegato il suo timore di rivederle.

Nel frattempo Piper vuole organizzare una partita di pallone nel campo all’aperto coinvolgendo tutti i bracci. Le viene concesso a patto di raccogliere abbastanza firme, riesce nell’intento, anche se il motivo che spinge le detenute a partecipare è l’occasione di fare del male a quelle del braccio opposto.
Il finale
Taystee decide di affrontare il processo, ma l’esito è negativo: risulta colpevole di omicidio e dovrà affrontarne le conseguenze.

A causa di modifiche interne dell’organizzazione, alcune detenute vengono fatte uscire prima. Tra queste ci sono Piper, Sophia e Blanca.
Sophia (Laverne Cox) ha dovuto sopportare moltissimo tempo in isolamento a causa della discriminazione nata nei suoi confronti. Caputo le propone di aiutarlo in una causa contro la grande azienda, ma Linda la persuade offrendole un lauto risarcimento in denaro e appunto l’uscita anticipata.
Blanca chiama subito il compagno per comunicargli la bella notizia, i due avevano anche iniziato a progettare un figlio insieme. Quando però esce, scopre che non è libera, ma un autobus per le detenute immigrate la sta aspettando.

Piper e Alex decidono di sposarsi in prigione in quel poco tempo che rimane a disposizione. Piper uscirà felice vedendo in lontananza la partita che aveva organizzato, ma allo stesso tempo nostalgica dei momenti rubati con la sua amata.
Durante la partita tutte le detenute erano armate, pronte a farsi del male a vicenda, ma il gioco e l’aria aperta le coinvolge a tal punto da riportare armonia. Barb e Carol rimangono all’interno, tramando di raggiungere Frieda per ucciderla, ma nel frattempo litigano tra di loro e finiscono per togliersi la vita a vicenda.
Possiamo supporre che da questo momento la lotta interna tra i vari blocchi sia conclusa.





