Ostacolato l’ingresso degli ispettori Opac a Duma

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Di Redazione Metropolitan

Gli ispettori dell Opac sono entrati a Duma, sobborgo a est di Damasco. La squadra di sicurezza dell’ONU, incaricata di verificare le condizioni per questo sopralluogo, è stata accolta da spari di provenienza non specificata. Intanto continua l’inchiesta parallela dei russi che sostengono di aver trovato un laboratorio di armi chimiche nella disponibilità dei ribelli. Sale la tensione in Siria e nessuna delle parti in causa intende ritornare sui propri passi.

(Foto dal web)

In questi giorni Duma è al centro del mondo, non per l’importanza strategica del luogo ma, per gli eventi che si sono verificati in questo piccola cittadina alle porte di Damasco. Lo scorso 7 Aprile, l’aviazione del regime di Assad avrebbe colpito le postazioni ribelli facendo uso di armi chimiche. Il condizionale è d’obbligo nel momento in cui questo fatto non venga provato (Iraq 2003 docet). Ed è proprio per raccogliere prove in merito che le Nazioni Unite hanno inviato in Siria gli ispettori dell Opac.

Cos’è l’Opac?

Organizzazione Internazionale per la Proibizione delle Armi Chimiche, questo il significato dell’acronimo. Pur non essendo un agenzia delle Nazioni Unite, nel 2000 le due organizzazioni hanno firmato un accordo in cui si impegnano a collaborare in maniera congiunta.

Sede Opac (Foto dal web)

In virtù di questo accordo, le squadre di sicurezza dell Onu svolgono i sopralluoghi prima di un intervento degli ispettori OPAC (come nel caso di Duma). 

La Russia.

Duma è pattugliata da giorni dai soldati russi, i quali stanno svolgendo delle ispezioni a tappeto in tutta l’area. Nel corso di una di queste operazioni sarebbe stato rinvenuto un laboratorio e un magazzino contenente sostanze chimiche.  Alexander Rodionov, un portavoce della Polizia Militare russa, dichiara:

 “Durante l’ispezione, gli specialisti hanno scoperto sostanze chimiche bandite. Inoltre hanno trovato un contenitore di cloro simile a quello usato dai miliziani per mettere in scena il falso attacco chimico. Si può concludere che questo laboratorio è stato usato dai gruppi armati illegali per creare agenti tossici”. 

Queste dichiarazioni, se sommate ai ritardi dovuti a “ragioni di sicurezza” che hanno accompagnato gli spostamenti degli ispettori Opac sin dal loro arrivo a Damasco, fanno ovviamente pensare ad un tentativo di depistaggio.

Polizia Militare russa in Siria (Foto dal web)

Finalmente sembra che l’accesso alla squadra inviata dall’Aja sia stato consentito, non resta che attendere il responso dell’ispezione, sperando che le eventuali prove non siano state occultate in questi giorni. Colpevolmente, si è pensato più ad innalzare il livello di tensione che alla tempestività di altre azioni, quali ad esempio il suddetto invio degli ispettori Opac che, se non ostacolati, avrebbero potuto gettare una luce sulle oscure vicende che caratterizzano questo fronte del conflitto siriano.