Nel fin troppo capiente bagagliaio virtuale che di nome fa Netflix, non è semplice trovare prodotti seriali di grande qualità. O anche solo di buona fattura. Il che è un peccato se penso a un prodotto come “Ozark“.

Ideato da Bill Dubuque e Mark Williams, “Ozark” è un dramma criminale con protagonista la famiglia Byrde guidata dal patriarca Martin (Jason Bateman), consulente finanziario che si ritrova a dover gestire affari sempre più loschi e mettendo costantemente in pericolo la propria famiglia.
Come dite? Suona famigliare? Non posso certo biasimarvi perché è vero: “Ozark” ricorda “Breaking Bad”. Eppure, nonostante possegga molti elementi narrativi e tematici in comune con la serie di Vince Gilligan, “Ozark” è qualcosa di diverso.
Visto l’imminente avvento della terza stagione su Netflix (il 27 Marzo), perché non riassumere brevemente quello che c’è da sapere sull’oscura vicenda ambientata in un Missouri tetro come non mai?

Welcome to Ozark
Martin Byrde vive a Chicago con la sua famiglia e lavora come consulente finanziario. Un uomo di tutti i giorni insomma. Se non fosse che Marty svolge un secondo impiego: ricicla il denaro dei Cartelli della droga messicani.

Una situazione che fa esplodere le già delicate dinamiche famigliari dei Byrde, in particolare il rapporto tra Marty e la moglie Wendy (Laura Linney). Quando comprende che la loro vita è davvero in pericolo (specialmente dopo la morte del socio Bruce), Marty decide di correre un rischio.
I Byrde si trasferiscono così nella località turistica di Ozark, considerata dal capofamiglia il luogo ideale per riciclare facilmente e discretamente i soldi del Cartello.
Un piano di cui lo scrupoloso e brillante Marty è fiero sostenitore ma che lo porterà, insieme ai suoi cari, a confrontarsi con un’ orribile realtà che li porterà ad affrontare innumerevoli ostacoli e la parte più oscura della loro anima.

Facce amiche ovunque, gente modesta priva di tentazioni
Se inizialmente la cittadina si presenta placida e monotona, la realtà colpirà Marty come uno schiaffo in faccia. Ozark è un luogo popolato da esseri umani avidi, folli, ingordi o semplicemente smarriti.

Qualcuno di loro si rivelerà una risorsa o persino un amico per la famiglia Byrde, come Rachel (Jordana Spiro) e l’eccentrico Buddy (Harris Yulin). Altri sono decisamente meno amichevoli come la famiglia Langmore di cui l’unico membro femminile, Ruth (Julia Garner), saprà ritagliarsi un ruolo cruciale nella vita professionale e personale di Marty.

I Langmore sono però solo dei bambocci in confronto alle vere anime nere della cittadina ovvero i coniugi Snell, Jacob (Peter Mullan) e Darlene (Lisa Emery), gli effettivi padroni dei traffici illegali della città che procureranno non pochi grattacapi a Marty e i suoi superiori.

Infine non bisogna dimenticare la minaccia incarnata dall’FBI, decisa a smantellare le operazioni criminali del Cartello. Il rappresentante di questo fronte, l’agente Roy Petty (Jason Butler Harner) si rivelerà però una scheggia impazzita che complicherà ulteriormente le cose.

Il Futuro
In poco tempo le cose sono cambiate nelle dinamiche che reggono il potere di Ozark. Eliminate le minacce più pressanti e ristabiliti gli equilibri famigliari (che si tratti di Wendy e i figli o di Ruth), Marty ha accettato la realtà delle cose.

L’ecosistema sociale di Ozark ha subito una mutazione radicale ed è diventato a tutti gli effetti la casa dei Byrde. Eppure nessuno può ancora dormire tranquillo.

Se alcuni ostacoli sono stati eliminati, eccone altri pronti a creare ulteriore scompiglio. I Byrde, il Cartello e la malavita di Kansas City diventano così tre fronti “stranieri” che si contenderanno una Ozark ancora popolata da qualche temerario indigeno.

Il mondo dei Byrde sta diventando, se è possibile, ancora più crudele e violento di prima. E sarà imminente il momento in cui Marty e Wendy dovranno capire come far sopravvivere il loro matrimonio. E loro stessi.

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