Il Padel Qatar Major 2022 è in corso di svolgimento nel suo primo, storico, appuntamento del Premier Padel. Il ricco torneo qatariota ha attirato tantissimi giocatori, tra i quali i nostri italiani: dopo aver passato i turni di qualificazione dimostrando di essere pronti per misurarsi con un evento del genere, Marcelo Capitani, Daniele Cattaneo e Riccardo Sinicropi non sono riusciti a superare il primo turno. Nonostante l’eliminazione, però, il trio di azzurri si è detto contento dell’esperienza.
Padel, Qatar Major 2022: le dichiarazioni di Capitani, Catteneo e Sinicropi
“Devo fare le congratulazioni alla FIP e al presidente Luigi Carraro per quello che stanno facendo – l’elogio di Marcelo Capitani, intervistato dal portale Sportface a Doha -. Questa disciplina sta crescendo a livello economico, ma soprattutto di immagine e questi due aspetti non possono che andare a beneficio dei giocatori. Sono convinto che il padel arriverà all’Olimpiade un giorno. Anche noi giocatori adesso dobbiamo fare uno step in più. Il padel è uno sport nuovo e possiamo tutti crescere, specialmente chi sta al vertice. Non tutti ancora hanno lo staff che può magari avere un tennista, con fisioterapista e psicologo. I top ten stanno ampliando i loro team, ma siamo ancora lontani su questo aspetto. I dettagli ci faranno crescere, da adesso i piccoli passi saranno fondamentali“.
“In campo il livello è come quello del World Padel Tour, ma il tabellone è più grande e questo pensiamo sia un bene – spiega Daniele Cattaneo -. Grazie a questa formula tanti team che solitamente giocano le qualificazioni partono in main draw ed in qualificazione ci sono delle chance per chi è più indietro. Questo è un bene perché tante coppie possono crescere ed alzare l’asticella. Sull’organizzazione non c’è molto da dire, stiamo vivendo un ambiente perfetto: dobbiamo solo pensare a giocare“.
“Credo che si possa paragonare questo evento almeno ad un Masters 1000 per come è gestito. In generale posso dire anche che abbiamo giocato un torneo FIP a IL Cairo e sul piano organizzativo era molto meglio dei futures che ho giocato lì da tennista – conclude Riccardo Sinicropi -. Devo dire che mi piace anche il modo in cui i giocatori vivono i tornei, i gruppi vanno principalmente per nazione ma poi c’è molta educazione e rispetto”.
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