Clamorosa diserzione del Real Madrid alla cerimonia del Pallone d’Oro, che si terrà al Theatre du Chatelet di Parigi, dopo che i Blancos hanno scoperto che non trionferà Vinicius Junior. Il club madrileno ha così deciso di non presenziare alla cerimonia, sapendo che sarà Rodri (Manchester City) a festeggiare. Assenti pertanto pure Carlo Ancelotti e Jude Bellingham. Indiscrezioni e retroscena.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, incluse RMC Sport e Marca, il Real Madrid diserterà in blocco la premiazione del Pallone d’Oro dopo aver scoperto che a trionfare non sarà Vinicius Junior. Assente così non soltanto quello che era il favorito quasi unico per la vittoria, bensì pure mister Carlo Ancelotti e non solo.

Ancelotti era in lizza per il trofeo di miglior allenatore – insieme ad altri cinque fenomeni della panchina, tra cui Gian Piero Gasperini – e non presenzierà al pari di Andrij Lunin (trofeo Yashin), Arda Guler (trofeo Kopa) e gli altri Blancos inseriti nella lista dei 30 finalisti per il Pallone d’Oro, incluso Jude Bellingham. Scelta abbastanza clamorosa, quella del Real Madrid di Florentino Perez.

La votazione per il Pallone d’Oro funziona così: la redazione di France Football fa una prima scrematura, selezionando i 30 migliori giocatori della stagione. Poi i 100 giurati devono sceglierne 10 di loro in ordine di preferenza: il primo prenderà 15 punti, il secondo 12, il terzo 10, e poi 8, 7, 5, 4, 3, 2, 1. Alla fine vince il Pallone d’Oro il calciatore che ottiene più punti, e in caso di pareggio si guarda chi è stato messo più volte al primo posto. Il voto avviene per via telematica: «France Football ci manda un’email e noi dobbiamo compilare una specie di form in cui barrare alcune caselle e selezionare i giocatori», spiega Paolo Condò, il giornalista di Sky e di Repubblica (e un tempo della Gazzetta dello Sport) che dal 2010 vota in rappresentanza dell’Italia. Lui e gli altri giurati non eleggono solo il Pallone d’Oro, ma anche gli altri premi che vengono assegnati quel giorno, come miglior giovane, miglior gol e miglior allenatore.

«Il periodo in cui votiamo va dal 4 al 30 settembre, tutti abbiamo già votato. Non ha senso quindi dire, come qualcuno ha fatto, che Vinícius con la tripletta appena segnata in Champions League guadagnerà punti per il Pallone d’Oro», dice Condò, in riferimento ai tre gol fatti martedì scorso contro il Borussia Dortmund dall’attaccante brasiliano del Real Madrid, considerato il principale favorito per la vittoria del premio quest’anno. Un altro candidato credibile, forse l’unico in grado di competere con Vinícius, è il centrocampista del Manchester City Rodri, campione d’Europa con la Spagna. Per il Pallone d’Oro femminile invece sembrano favorite due calciatrici del Barcellona: la spagnola Aitana Bonmatí, vincitrice già lo scorso anno, e la norvegese Caroline Graham Hansen.

È inoltre la prima volta dal 2003 che tra i trenta candidati non ci sono né Lionel Messi né Cristiano Ronaldo, vincitori in totale di 13 Palloni d’Oro tra il 2008 e il 2023: otto Messi e cinque Ronaldo. Negli anni Condò ha spesso cercato di favorire una maggior varietà tra i vincitori, premiando calciatori che si erano particolarmente distinti con le loro squadre e non per forza di ruolo attaccanti. Nel 2019 diede cinque punti (il massimo all’epoca, quando i giurati votavano solo i primi cinque) al difensore olandese Virgil van Dijk, protagonista della vittoria del Liverpool in Champions League. Nel 2021 mise al primo posto il centrocampista Jorginho, che quell’anno aveva vinto la Champions League con il Chelsea e gli Europei con l’Italia (arrivò terzo al Pallone d’Oro).