Le prime conseguenze della pressione anti-cinese esercitata dalla nuova amministrazione di Trump sul Governo di Panama del conservatore José Raúl Mulino iniziano a concretizzarsi. Dopo un incontro tenuto a Panama City con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, il presidente della Repubblica di Panama ha annunciato che il memorandum con la Cina sulla via della Seta, sottoscritto nel 2017, non sarà rinnovato, ponendo così fine a un importante accordo con cui la Cina era fino ad oggi riuscita a penetrare economicamente nel canale di Panama, uno snodo cruciale da cui transita circa il 5% di tutto il commercio marittimo mondiale.
“La sovranità di Panama sul canale – ha commentato Mulino – non è in discussione”, ma il Paese ha garantito un maggiore impegno nella propria collaborazione con gli Stati Uniti con la promessa di nuovi investimenti infrastrutturali bilaterali. I corposi investimenti fatti da Pechino sui porti e i terminal circostanti al canale, che permettono ad un’azienda cinese di gestire due dei due porti principali vicini all’ingresso del canale, sono considerati inaccettabili da parte degli Stati Uniti, e con la salita in carica di Trump le tensioni con Panama sono aumentate a tal punto che il neopresidente non ha escluso l’opzione dell’intervento militare per ripristinare il controllo statunitense sul canale
José Raúl Mulino ha assicurato che l’ambasciata panamense a Pechino “ha presentato il documento corrispondente” per “annunciare la cancellazione con 90 giorni di anticipo“, come stabilito dall’accordo. “Quindi, questa è una decisione che ho preso”, ha aggiunto in una conferenza stampa. L’annuncio arriva quattro giorni dopo la visita a Panama del Segretario di Stato americano Marco Rubio, in missione per contrastare le presunte interferenze cinesi nel canale interoceanico, che il Presidente Donald Trump minaccia di riprendere.
L’accordo sulla Via della Seta e la Cintura prevede progetti infrastrutturali finanziati dalla Cina per incrementare il commercio e la connettivita’ in Asia, Europa, Africa e America Latina. Più di 100 Paesi hanno aderito all’accordo, un progetto di punta del governo di Xi Jinping lanciato nel 2013. Dopo l’incontro di domenica con Rubio, il Mulino aveva anticipato che avrebbe lasciato scadere l’accordo firmato da Panama nel 2017 dall’allora presidente Juan Carlos Varela (2014-2019). Secondo la lettera d’intesa, l’accordo viene rinnovato automaticamente ogni tre anni (il prossimo per il 2026), ma prevede che “possa essere rescisso da entrambe le parti” con un preavviso di tre mesi.





