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Panchine gialle per Giulio Regeni: il ricordo a sei anni dalla scomparsa

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Panchine gialle a Fiumicello – Villa Vicentina in ricordo del giovane ricercatore Giulio Regeni a sei anni dalla scomparsa. A lui è stato intitolato il parco scolastico del paese. E’ la mamma a parlare: “Chiediamo panchine gialle in memoria della vicenda che lo ha visto protagonista, in modo drammatico, in Egitto, dove fu detenuto, torturato e ucciso.”

Panchine gialle per Giulio Regeni: a lui intitolato il parco scolastico di Fiumicello, suo paese di origine

Continua la mobilitazione per chiedere verità e giustizia su quanto accaduto a Giulio Regeni, sei anni fa, al Cairo. Seduti su panchine gialle, il colore che da sempre ha rappresentato gli attivisti e caratterizzato tutte le iniziative, esponenti di associazioni locali hanno dato vita a una maratona di lettura di brani e poesie. Presenti i genitori di Giulio: Paola e Claudia Regeni.

I ragazzi del Governo dei Giovani, iniziativa di cui Giulio Regeni fu promotore, hanno dato voce soprattutto ai pensieri, alle parole, ai diritti. L’amministrazione ha invitato tutta la cittadinanza a partecipare anche dalle proprie abitazioni, accendendo una candela ed esponendo bandiere “per colorare il paese di giallo.”

Le iniziative per non dimenticare Giulio Regeni

Sulla targa posata leggiamo: “Parco scolastico Giulio Regeni – cittadino di Fiumicello nato il 15/01/1988 ricercatore per l’Università di Cambridge al Cairo dove fu rapito, torturato e ucciso. Il suo corpo fu ritrovato il 3/02/2016.”

Le mobilitazioni continuano in tutta Italia. Lo scopo è quello di tenere sempre viva la memoria del giovane universitario, del suo lavoro di ricercatore e studioso e della sua scomparsa.

Il ricordo della drammatica vicenda di Giulio Regeni, ma anche il suo esempio, è per gli attivisti un modo perché si tenga sempre alta la guardia sul tema della violazione dei diritti umani nel mondo e sulla giustizia sociale.

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