Cultura

La pandemia sogno o realtà?

Pandemia. Sembra passata un’eternità da quando per la prima volta abbiamo sentito parlato in tv di un virus che stava colpendo la Cina ma era solo il gennaio appena passato, era iniziato da poco l’anno nuovo e tutti come sempre, eravamo intenti e presi dai nostri tanti impegni della vita quotidiana. Chi ci pensava? Era solo una delle tante notizie che passavano alla tv insieme a tante altre. Non ci toccava più di tanto perché tutto succedeva nella lontana Cina, era distante da noi e come tutto quello che non ci tocca personalmente era qualcosa che non ci interessava in modo particolare per non dire che eravamo del tutto disinteressati.

Tutti nelle nostre case, al sicuro, con i nostri familiari e la nostra bella vita che non era di certo intaccata da ciò che succedeva nel frattempo dall’altra parte del mondo.

Non arriverà mai in Italia” 

Iniziavano a rimpallare i virologi sui programmi televisivi:

E’ tutto sotto controllo” 

Ripeteva l’ OMS e anche la Cina. Poi però, I primi due casi in Italia pervenuti a Roma hanno fatto scalpore , ma non ancora paura . 

coronavirus - immagine web

pandemia
coronavirus – immagine web

Pandemia, sogno o realtà

Casi isolati ,tenuti sotto stretta sorveglianza”

Dicevano:

Turisti che una volta curati verranno rispediti nel loro paese e tutto sarà finito”.

E invece, era il 18 febbraio quando il primo caso accertato di covid 19 viene diagnosticato Codogno , in provincia di Lodi e poi pian piano come una bomba nucleare, scoppia un’ epidemia, prima ridimensionata ai comuni limitrofi, poi allargata alla regione Lombardia per finire ad espandersi infine, in tutta Italia.

Si parte cosi inizialmente alla ricerca del famoso paziente 0 colui che secondo gli scienziati avrebbe infettato il ragazzo di Codogno , passano giorni, settimane alla ricerca di questo famoso paziente 0 quando ci si rende conto che forse quella ricerca non era molto utile e che mentre si era impegnati a cercare qualcuno che forse non era più in Italia e che sarebbe stato molto improbabile da trovare, già il virus era dappertutto.

Pandemia - immagine wired.it
Pandemia – immagine wired.it

Pandemia, il lock down

Aveva raggiunto l’intera nazione, si era insinuato nella nostra vita e non ce ne eravamo accorti. Pronto soccorso pieni, ospedali impreparati a ciò che stava succedendo e necessità di terapie intensive che ormai erano troppo poche per accogliere tutti coloro i quali ne avevano bisogno. I tg iniziano a bombardarci di notizie, sullo stato di salute dei pazienti, su come l’epidemia si stava diffondendo velocemente, le decisioni del governo rimbalzano in prima serata e molte addirittura in nottata fino alla decisione di blindare l’intera nazione. 

Vengono bloccate le produzioni e la mobilità di persone. La paura attanaglia tutti ,chi può lascia le regioni che l’hanno accolti per lavoro o studio e si rifugia in quelle di origine, nel sud. Adesso il virus no<n è lontano a km di distanza ma dietro la nostra porta, negli abbracci dei nostri cari ,nelle strette di mano degli amici di sempre. Zone gialle, zone rosse, Italia in lock down, mascherine si , mascherine no, assalti ai supermercati, igienizzanti, applausi dai balconi per ringraziare il personale sanitario che continua a lavorare per salvare le vite, tutto rimbomba in tv come nelle nostre menti.

” Muoiono solo gli anziani”

Pandemia- immagine web
Pandemia- immagine web

Pandemia, “Ciò che stiamo vivendo non è un film”

ci dicevano, per rassicurare. Ma non era una rassicurazione. Se ne parlava come se gli anziani non fossero importanti, come se non fossero i nostri nonni, i nostri genitori, il nostro passato e la nostra roccia. Gli sguardi e i pensieri di coloro che non ce l’hanno fatta nelle case di riposo o negli ospedali dovrebbe far riflettere tutti e far pensare con quale egoismo è iniziato tutto ciò. Con quale coraggio sono state fatte certe affermazioni anche da chi si reputa “intelligente”?

Ciò che stiamo vivendo non è un film ma sembra tale, non siamo spettatori ma protagonisti di qualcosa che è più grande di noi. Stavolta la realtà ha superato l’immaginazione e siamo impreparati a tutto questo, spiazzati. Non c’è un app per sistemare tutto o un robot che ci risponda ai mille interrogativi che ci poniamo, non questa volta. E per noi, figli del nuovo millennio ciò è quasi impossibile, inaccettabile perché crediamo quasi di essere tuttologi. I virologi , gli studiosi , i politici, ognuno ha qualcosa da dire, da insegnarci.

Pandemia- immagine web
Pandemia- immagine web

Il pianeta è stato colpito

Tutti conosciamo ormai la pericolosità del virus, sappiamo quanto sia importante igienizzare le mani, e soprattutto avere un distanziamento sociale per poter allentare la morsa del virus. Prima “untori” ma poi “ammiratori”. L’Italia che canta dai balconi , l’Italia che lotta per vincere una guerra con un nemico invisibile. L’Italia che piange tante vittime ,l’Italia che non può toccarsi, baciarsi, abbracciarsi e dare l’ultimo saluto ai propri cari diventa un paese da imitare, ammirare e aiutare.

Ormai ciò che si prevedeva è successo: tutto il pianeta è stato colpito . L’epidemia si è trasformata in pandemia e ognuno, chi più , chi meno, cerca di vincerla nel miglior modo possibile per evitare che quando tutto questo sarà finito ci siano dei grossi danni anche a livello economico globale e locale. Nel frattempo la gente costretta a stare in casa comincia a riscoprire la vita. Le piccole cose ormai dimenticate come cucinare tutti insieme, vedere un film seduti sul divano e ascoltare chi ti sta accanto.

Pandemia- immagine quotidiano.net
Pandemia- immagine quotidiano.net

La famiglia si riscopre focolaio

La famiglia si riscopre quel focolaio che ormai non è più da tempo, e la casa quel luogo sicuro fatto di ciò a cui più teniamo. E’ tanta la nostalgia per ciò che fuori continua a vivere a prescindere da noi come la natura che fa il suo corso anche senza la nostra presenza . Ci si rende conto che nulla è scontato nella vita. Si è detto tanto e ancora si continua a farlo. Quante parole sprecate, quante polemiche su ciò che si sarebbe potuto fare.

Con grande veemenza In Italia sei entrato Furbo con coincidenza  nel picco dell’influenza! A casa ci hai chiuso
Con sorpruso, diffuso
Anche la scienza hai un po confuso. Sei accanito, hai atterrito Hai colpito, avvilito
Ora da ogni scienziato inseguito e poi stecchito! Ma andrà tutto bene Perché nessuno vedere vuole quelle scene Sono delle vere pene! Gli angeli in corsia nessuno lascia Va via anche in quella agonia Vengono dall’Albania! Addestrati, affannati Affidati, stremati
Senza ore, senza turni Sempre con gli ammalati Anche se privi
Di dispositivi Sempre esecutivi Per salvare vite Tanti tentativi! Noi gli diamo una mano Anche da lontano Seduti sul divano
Lo sforzo non sia vano! Ci dicevano: Italiani esagerati Ma ora anche loro disperati Non adeguati, non organizzati Ed anche loro impreparati. Alloro ognuno interviene
La salute a tutti appartiene Siamo italiani
Ce l’abbiamo nelle vene  Gridiamo: Tutto andrà bene!

(Calogero Maurici)

Balconi - immagine web

pandemia
Balconi – immagine web

Pandemia. Ci sarà un tempo in cui molte cose verranno chiarite, ma adesso è il momento di pensare a come ripartire, a come rendere caro ciò che abbiamo riscoperto in queste settimane e serbarlo per far si che diventiamo persone migliori. Guardiamo negli occhi i nostri figli e per loro ma anche per noi cerchiamo di vincere questa battaglia. Ricordiamoci, quando tutto sarà finito, di fare una carezza ai nostri cari, di correre con i piedi nudi sulla spiaggia, di assaporare la vita in tutte le sue sfaccettature e di guardare meno lo schermo del cellulare e di più quel cielo sotto il quale viviamo e che ci fa capire quanto tutti siamo uguali senza distinzioni né di razza né di ricchezza.

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