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Paolo Canè, chi è l’ex compagno di Paola Turci, il famoso tennista

Paolo Canè (Bologna, 9 aprile 1965) è un commentatore televisivo ed ex tennista italiano. Vinse 3 tornei ATP (raggiungendo altre 2 finali), oltre a numerosi tornei minori, fra i quali Genova, Torino, San Marino e Dublino. Fu medaglia di bronzo ai giochi olimpici di Los Angeles nel 1984 (quando il tennis era ancora sport dimostrativo) e raggiunse i quarti di finale ai giochi olimpici di Seoul nel 1988.

La sua migliore posizione in classifica mondiale fu la n° 26, raggiunta nel 1989.

Nel suo palmarès vanta prestigiosi successi contro campioni come Jimmy Connors, Stefan Edberg, Mats Wilander, Pat Cash e Joakim Nyström.

Nell’epoca post-Panatta, caratterizzata da tennisti italiani onesti ma nella media, il nome di Paolo Canè saltava all’occhio di tutti con evidente distacco vista la sua classe ed eleganza. Nato a Bologna il 9 aprile 1965, era dotato di un dritto potente e penetrante e di un rovescio velocissimo e letale: fu per questo motivo, infatti, che il giornalista Gianpiero Galeazzi lo ribattezzò simpaticamente il “turborovescio”.

Il servizio, invece, era l’unica nota dolente del bagaglio tecnico del bolognese: troppo lento per competere ad altissimi livelli, anche se estremamente lavorato.

Nella bacheca personale, Paolo Canè vanta tre titoli Atp a fronte di cinque finali raggiunte. Il primo trofeo vinto fu a Bordeaux nel 1986 contro lo svedese Carlsson, poi venne Bastad nel 1989 e, infine, Bologna nel 1991, dove sconfisse un altro svedese, Gunnarsson. Le due finali perse, invece, furono a Bologna nel 1986 e a Bologna nel 1989, dove fu fermato dagli argentini Jaite e Roldàn.

Da questo si evince un rapporto a dir poco privilegiato con la Svezia (un trofeo vinto in Svezia, a Bastad, e due finali vinte contro due svedesi), arricchito anche da un leggendario primo turno di Coppa Davis quando, nel 1990 a Cagliari, l’Italia passò il turno anche grazie a una vittoria di Paolo Canè su Mats Wilander.

Il bolognese è a tutt’oggi l’unico tennista italiano che è stato in grado di vincere una medaglia olimpica, un bronzo conquistato a Los Angeles nel 1984, quando il tennis era ancora considerato dimostrativo (cioè in prova) e non pienamente olimpico.

Questo è il racconto di Paolo Canè e di quella memorabile edizione: “Vinsi al primo turno contro Pat Cash che era tra i primi dieci del mondo, a seguire però mi strappai gli addominali nei quarti di finale. Giocai servendo a 30 km/h contro l’australiano Simon Youl, stavo perdendo e poi lui si ruppe una caviglia. In quell’edizione non c’era la finale per il terzo posto, assegnarono la medaglia di bronzo a me e all’americano Jimmy Arias che aveva perso l’altra semifinale contro Edberg”.

Insomma, Paolo Canè è stato un eccellente tennista da un punto di vista tecnico, bloccato soltanto da due piccoli-grandi problemi: un fisico e una tenuta mentale non sempre all’altezza.

La mentalità del bolognese è sempre stata piuttosto fragile, così come il suo fisico spesso soggetto a fastidi e a infortuni. Ma era l’aspetto mentale quello che più limitava il suo talento: fumino e soggetto a violenti sbalzi d’umore, Paolo Canè è stato un talento imprevedibile e bizzarro.

Va in palestra, fa danza classica, gioca a tennis, nuota, adora lo sci nautico e segue con attenzione il ciclismo. Ma il rapporto tra Paola Turci e lo sport e stato molto piu intenso. Una lunga relazione con l’ ex enfant prodige del tennis italiano, il grintoso Paolo Cane , l’ ha portata piu di una volta sui campi piu famosi del mondo. “Il tennis mi piaceva gia prima di conoscere Paolo. Il mio campione preferito e sempre stato Boris Becker , una persona interessante anche se non gli ho mai parlato. Poi McEnroe , che ha abbracciato anche la musica, e Yannick Noah , col quale ho cantato una sera a Milano”. Il tennis porta tanti ricordi nella mente di Paola, che e uscita dalla storia con Cane ma ha mantenuto intatta la passione 

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