Von der Leyen, la presidente della Commissione europea, in prossimità del Consiglio europeo che si terra il 18 e il 19 dicembre, fa un riepilogo sulla sicurezza europea e sul sostegno dell’Unione e Kiev. Vi è la necessità, secondo la presidente, di stanziare dei “fondi per la guerra da 8 a 800 miliardi”.
Von der Leyen, tra l’indipendenza e gli asset russi congelati
Durante l’assemblea plenaria del Parlamento europea, avvenuta in prossimità del Consiglio europeo, Von der Leyen interviene dichiarando che “viviamo in un mondo di guerre, un mondo di predatori”. Ha aggiunto, poi, quando sia fondamentale “contare su noi stessi” perché “la pace di ieri è finita”. È, quindi, necessario essere pronti a qualsiasi evenienza in quanto “l’Europa deve essere responsabile della propria sicurezza”. Von der Leyen chiede all’Europa di prepararsi per “combattere una guerra ibrida”. Pertanto evidenzia un punto di svolta, perché “stiamo trasformando le nostre basi industriali della difesa in un’area in grado di fornire tecnologie all’avanguardia”. Gli attuali 8 miliardi investiti, secondo la presidente, entro il 2023 arriveranno a 800 miliardi. La necessità di aumentare la difesa “riguarda anche la nostra libertà, prosperità e indipendenza”.
Von der Leyen, tra i punti cardine, sottolinea quanto l’Europea si vicina all’indipendenza e soffermandosi sui traguardi raggiunti in materia di energia e difesa. Degli obiettivi, seppur percepiti da alcuni con scetticismo, sono stati raggiunti. Eppure, la presidente non si ritiene soddisfatta e sostiene che si può fare di più. “Nella nostra indipendenza ci sentiamo più forti e un’Europa forte è un partner più forte”. Un altro tema trattato, che sarà poi argomento di dibattito durante il Consiglio europeo, è la modalità di sostegno dell’Europa a Kiev e degli asset russi congelati. “Non c’è atto di difesa più importante del sostegno all’Ucraina. I prossimi giorni saranno cruciali per garantire questo obiettivo, conosciamo l’urgenza e sta a noi scegliere come finanziare la lotta dell’Ucraina”. Il messaggio politico più forte, secondo Von der Leyen, è “l’immobilizzazione prolungata degli asset russi”. Pertanto “finché Mosca non porrà fine alla guerra, i beni resteranno congelati”.
Stefania Cirillo





