Parlamentari 5 Stelle, il circo delle compravendite

Dopo il cambio di casacca di Silvia Vono, passata a Italia Viva, il MoVimento teme che anche altri parlamentari 5 Stelle possano fare le valigie. La destinazione di alcuni di loro potrebbe essere la Lega, opzione che rischia di compromettere le sorti della legislatura

Di Maio lo ha definito “mercato delle vacche”. A noi sembra più di assistere ad uno spettacolo circense. L’addio della senatrice pentastellata Silvia Vono, passata al gruppo di Italia Viva, potrebbe rappresentare il sassolino alla base di una vera e propria valanga che spingerebbe altri parlamentari 5 stelle al cambio di casacca.

Matteo Salvini ha già parlato di sorprese in arrivo. Gian Marco Centinaio è stato più preciso, annunciando che due senatori 5 stelle avrebbero già pronte le valigie, destinazione Lega. Un nome che gira da diversi giorni è quello del senatore Ugo Grassi. Anche Lello Ciampolillo è dato in partenza da diversi quotidiani.

Di Maio ha fiutato il pericolo ed ha preso le dovute contromisure. Ieri sera, da Giletti, il capo politico del MoVimento ha ricordato la maximulta da 100.000 euro prevista per i disertori. Il leader pentastellato ha anche rilanciato la riforma del cosiddetto vincolo di mandato, accolta in verità piuttosto freddamente dai partner di governo.  

L’impressione è che Di Maio non sia il solo a doversi preoccupare. Dato che i numeri della maggioranza al senato sono piuttosto risicati, l’intero governo è sempre più a rischio. Soprattutto nel caso in cui i senatori del MoVimento vadano a rimpolpare le fila dell’opposizione.

Terremoto Italia Viva: i numeri della maggioranza alla Camera e al Senato

I numeri della maggioranza in Senato sono estremamente risicati - Photo Credit: teleregionemolise.it
I numeri della maggioranza in Senato sono estremamente risicati – Photo Credit: teleregionemolise.it

La testata agi ha fotografato la situazione nei due rami del Parlamento all’indomani della scissione renziana. La nascita di Italia Viva ha cambiato i connotati dei gruppi parlamentari, frutto delle elezioni del 4 marzo 2018.

Alla Camera il gruppo maggioritario è rappresentato dai deputati 5 stelle (216). Il secondo è quello composto dai leghisti (124). Il Partito democratico risente della scissione di Renzi e perde i 25 deputati di Italia Viva, passando da 111 a 86.

Se si contano i 14 voti di Leu, il governo giallorosso tocca quota 341, andando ben oltre i 316 deputati necessari per ottenere la maggioranza. Ci sarebbero poi da aggiungere alcuni voti del Misto.

Al Senato i 5 stelle rappresentano sempre la prima formazione, con i loro 107 senatori, scesi in realtà a 106 dopo l’addio di Silvia Vono. Il PD risente anche qui della scissione di Renzi, passando da 50 a 37, mentre il gruppo di Italia Viva si ferma per ora a quota 16.

Aggiungendo i 5 senatori di Leu il governo giallorosso può contare su 164 voti certi (appena 3 in più dei 161 necessari per ottenere la maggioranza). Anche qui però arriva il soccorso di alcuni esponenti del gruppo Misto.

Fuga parlamentari 5 stelle: lo spettro del Prodi due

La fuga dei parlamentari 5 stelle resuscita lo spettro della caduta del secondo governo Prodi - panorama.it
La fuga dei parlamentari 5 stelle resuscita lo spettro della caduta del secondo governo Prodi – panorama.it

Lo scenario è in realtà molto confuso ed in continua evoluzione per i cambi di casacca che si registrano di giorno in giorno. In un’intervista rilasciata al Messaggero, Maria Elena Boschi ha annuciato che altri parlamentari del PD potrebbero approdare a Italia Viva.

Quel che è certo è che le condizioni dell’esecutivo al Senato sono estremamente precarie, senza contare che l’appoggio di Renzi potrebbe essere a tempo determinato.

Per questa ragione Luigi di Maio, appena rientrato da New York, ha subito riunito alla Farnesina i suoi fedelissimi per fare il punto della situazione. Oltre ai già citati Grassi e Ciampolillo c’è infatti la grana Paragone. Il senatore pentastellato è sempre più in polemica con il MoVimento e si è reso protagonista di un duro scontro verbale con Buffagni.

Dietro il Conte bis si staglia sempre più minaccioso lo sfondo del secondo governo Prodi. Era il 2008 quando la risicatissima maggioranza che reggeva quell’esecutivo cadde sotto i colpi della mannaia dei cambi di casacca. Allora fu Silvio Berlusconi ad esultare sul cadavere dei vinti. Questa volta potrebbe essere Salvini a pasteggiare a champagne e mortadella.

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