Sono trascorsi cinque giorni da quando un piccolo velivolo si è schiantato contro la CITIC Tower, il grattacielo più alto di Pechino. Nell’impatto, il pilota a bordo dell’aereo è morto sul colpo. Sono 13, invece, le persone rimaste ferite all’interno o nei pressi dell’edificio. Eppure, nonostante la gravità dell’evento, la Cina non ha ancora rilasciato alcuna informazione in merito.
Silenzio ufficiale da Pechino: dopo lo schianto aereo iniziano le speculazioni
Il Beijing Daily, il quotidiano locale, ha rilasciato un resoconto contenente i fatti principali che hanno interessato recentemente la Cina. Questo resoconto, inoltre, figura anche come l’unica dichiarazione ufficiale diffusa fino a ora. La collisione avvenuta venerdì sembra essere documentata esclusivamente da poche immagini e qualche video presente ancora online. Attualmente, anche alcune compagnie aeree contattate dalla BBC hanno scelto di non rilasciare dettagli ulteriori oltre quelli già diffusi. L’unica informazione aggiuntiva sembra riguardare la temporaneo sospensione, per compagnie contattate, delle operazioni con aerei leggeri. Tuttavia, in assenza di informazioni, le speculazioni sulle modalità, le cause e soprattutto la sicurezza sono giunte molto rapidamente.
Pare, quindi, che la censura in Cina stia agendo anche in questo caso. Pur non trattandosi di ragioni strettamente legate alla politica, persiste in maniera relativamente evidente la scelta di non fornire delucidazioni. Manya Koetse, che gestisce la newsletter Eye on Digital China, afferma di non essere «ancora del tutto sicura di cosa sia successo». Oltre ciò, Koetse aggiunge che «si tratta di un incidente insolito» e che, conseguentemente, mette in discussione la competenza del governo e minaccia «importanti narrazioni di partito». L’analista cinese Bill Bishop, invece, ha scritto su X che l’incidente, tenendo conto della distanza, si sarebbe potuto verificare a Zhongnanhai, luogo considerato proibito. In quel caso, l’effetto sarebbe stato ben diverso.
Raymond Kuo, vicepresidente della ricerca presso il Chicago Council of Global Affairs, dichiara: «Il fatto che un piccolo aereo, considerevolmente più grande della maggior parte dei droni, sia riuscito a sorvolare gran parte della città e ad avvicinarsi così tanto a Zhongnanhai è al tempo stesso politicamente imbarazzante e una grave falla nella sicurezza». Quest’ultimo aggiunge che potrebbe trattarsi di un errore del pilota, di un guasto meccanico o, ancora, un gesto «potenzialmente intenzionale».
Stefania Cirillo





