Tredici turisti, provenienti da varie parti del mondo, hanno messo piede in Corea del Nord. Per molti, questa potrebbe non sembrare una notizia degna di nota, ma era dal 2020 che un visitatore occidentale non entrava nel territorio della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Il Paese, infatti, aveva completamente chiuso i propri confini all’inizio della pandemia da Covid-19, imponendo un rigidissimo lockdown ai suoi abitanti ed espellendo tutti i diplomatici stranieri, per paura dei contagi.

I viaggiatori, che sono partiti da Italia, Regno Unito, Grecia, Francia, Germania, Austria, Canada, Nuova Zelanda e Australia, hanno partecipato a un viaggio organizzato dall’agenzia britannica Koryo Tours, che ha sede a Pechino ed è specializzata proprio in Corea del Nord. Nel 2024 i turisti russi avevano ottenuto il permesso di recarsi lì in vacanza. Una mossa fatta per sottolineare la crescente intesa tra Pyongyang e il Cremlino, specialmente dall’inizio della guerra in Ucraina.

La Corea del Nord riapre all’Occidente, ma con riserva

Il direttore della Koryo Tours, Simon Cockerell, ha spiegato come la comitiva sia entrata in Corea passando dalla Cina, e abbia visitato l’area nordorientale del Paese, quella più vicina alla Russia (l’unica attualmente accessibile alle persone non coreane). Il programma di viaggio includeva visite a negozi, fabbriche, scuole e monumenti eretti in onore del presidente Kim Il Sung e di suo figlio Kim Jong Il, morto nel 2011 e padre dell’attuale leader Kim Jong Un.

Da sempre, l’ingresso agli stranieri nella Repubblica Popolare è limitato e sottoposto a stretti controlli; i turisti sono sorvegliati, possono spostarsi solo se accompagnati da una guida locale e, talvolta, è loro proibito scattare fotografie. Anche ora che un piccolo spiraglio sembra essersi aperto per l’Occidente, difficilmente sarà possibile visitare la Corea del Nord senza le stesse restrizioni di un tempo.

Federica Checchia

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