In due giorni Giorgia Meloni ha marcato la distanza dalle minacce di Donald Trump all’Iran, e dalla scelta di Israele di proseguire gli attacchi in Libano, denunciando anche “azioni irresponsabili” come quelle nei confronti di un convoglio Unifil italiano.
In una nota di Palazzo Chigi si sottolinea che “i militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace”. È quindi “del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”. Gli attacchi israeliani in Libano, “che hanno già provocato troppi morti e un’inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente”.
“Israele dovrà chiarire quanto accaduto e, in questo quadro” la presidente del Consiglio “attende gli esiti della convocazione odierna alla Farnesina dell’ambasciatore d’Israele a Roma su iniziativa del vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani”.
La nota si conclude affrontando il tema della tregua in Iran, spiegando che il cessate il fuoco concordato questa notte “è un’opportunità da cogliere per porre fine anche alla guerra in Libano. La decisione di Hezbollah di trascinare la Nazione in questo conflitto è stata irresponsabile ma i continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un’inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente .L’Italia ribadisce ancora una volta con fermezza la necessità di garantire la sicurezza dei soldati italiani e dell’intero contingente Unifil”.
La ricostruzione sugli spari ai mezzi militari italiani
La ricostruzione sugli spari ai mezzi militari italiani è di Repubblica che cita fonti militari e dice che ne sono a conoscenza sia il ministro degli Esteri che quello della Difesa.
Il mezzo blindato Lince è stato centrato da colpi di avvertimento esplosi dall’Idf per bloccarne la marcia. La colonna di mezzi è stata bersagliata a circa due chilometri dal punto di partenza. I proiettili hanno raggiunto pneumatici e il paraurti del veicolo, costringendo i caschi blu a fare dietrofront e rientrare alla base. Fortunatamente non ci sono stati feriti. In quello che viene definito un atto ostile e un attacco deliberato e ingiustificato. Per questo Meloni ha chiesto a Tajani la convocazione dell’ambasciatore israeliano. Incontrato poi successivamente dalla direttrice generale per gli affari politici e di sicurezza Cecilia Piccioni.





