Ambiente

Perché il Mediterraneo è sempre più caldo

Ci sono parti del mondo che vengono colpite in maniera più intensa rispetto ad altre dalla crisi climatica e adesso è chiaro che ci troviamo all’interno di una di queste: l’area mediterranea. L’assenza di pioggia che ha caratterizzato l’ultimo anno, la siccità che sta colpendo l’Italia e i 30°C che ci accompagnano già da maggio hanno reso evidente che il Mediterraneo si sta scaldando sempre più velocemente. Questi fatti sono la diretta conseguenza del riscaldamento globale e la prova di come non possiamo più permetterci di pensarlo come un problema a noi estraneo e lontano dalla nostra realtà.

Mediterraneo - Photo Credits Lifegate
Mediterraneo – Photo Credits Lifegate

Il Mediterraneo è un hotspot climatico

Ondate di calore precoci si sono abbattute su diversi paesi europei, specialmente nell’aerea sud-ovest. In Italia, il Nord si trova in stato di grave siccità, il Po si ritrova ad affrontare la peggiore crisi idrica degli ultimi settant’anni e l’agricoltura è messa in pericolo. In Spagna le temperature massime hanno sfiorano i 43 gradi già da un paio di mesi. Stessa cosa in Portogallo e in Francia, dove nelle aree più soggette al calore si sono sfiorati i 40 gradi. Ma non è solo il caldo esterno ad aumentare: nel corso di giugno la temperatura dell’acqua del mare ha registrato un picco di 5 gradi sopra la media stagionale estiva.

Ma come mai si verifica questo caldo estremo? Il bacino del Mediterraneo si sta riscaldando il 20% più velocemente della media globale aggiudicandosi la caratteristica di essere uno dei principali hotspot della crisi climatica nel mondo. Secondo il rapporto dell’Union Of Mediterranean, si va incontro al rischio che 250 milioni di persone si ritrovino “povere d’acqua” entro 20 anni. Con le politiche attuali, inoltre, le temperature potrebbero aumentare di 2,2ºC rispetto al livello preindustriale entro il 2040, superando nettamente il limite massimo di due gradi definito dagli Accordi di Parigi.

Perché in città fa sempre più caldo e cosa comporta

Le città sono ancora più soggette a temperature elevate, inducendo le persone a cercare un po’ di fresco nelle campagne o in zone verdi. Ciò è dovuto alle isole di calore urbano, date dal calore trattenuto dall’asfalto, dai palazzi e dalle auto parcheggiate. In questo modo, le aree cittadine sono probabilmente complici della crisi climatica.

A scontarne le conseguenze sono le persone, specialmente chi ha un sistema immunitario più debole, in quanto le ondate di calore possono avere ripercussioni anche sulla nostra salute. Oltre alla più ovvia insolazione e allo svenimento, il caldo elevato può causare crampi, edema, congestione e disidratazione. Inoltre, secondo l’ISS, le patologie croniche – come malattie polmonari, disturbi psichici, malattie del sistema nervoso centrale, malattie del fegato e dei reni e diabete – espongono a un rischio maggiore di mortalità in presenza di condizioni di caldo estremo, specialmente negli anziani.

Martina Cordella

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