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Perché le polizze RCA aumentano?

Quando si sceglie la polizza assicurativa per il proprio veicolo ci sono tante considerazioni da fare: quale tipologia assicurativa scegliere, qual è l’uso del veicolo, la frequenza di utilizzo, la zona di residenza – se esposta a rischio di vandalismo o di eventi idro-geologici avversi, può fare la differenza -, l’età del conducente e la sua esperienza alla guida. Le garanzie non obbligatorie per l’assicurazione auto sono molte, le compagnie assicurative propongono anche declinazioni diverse delle stesse garanzie accessorie e gli automobilisti non sono sempre a conoscenza di quali e quante sono, ma soprattutto hanno la tendenza a voler includere tutte o il maggior numero di garanzie, comportando un notevole aumento del premio assicurativo.

Cosa comporta l’aumento del premio assicurativo

È noto che la polizza assicurativa subisce aumenti costanti per diverse ragioni, nonostante gli anni della classe di merito diminuiscano senza sinistri. Ma è sufficiente un qualsiasi incidente con colpa per perdere 2 classi di merito (malus) e che questo rimane nello storico del proprio attestato di rischio per almeno cinque anni.

Ma perché la polizza aumenta, spesso, anche quando non si perdono le classi di merito e si è conducenti esemplari? Perché invece di diminuire il premio assicurativo rispetto all’anno precedente, a volte tende addirittura ad aumentare? La prima risposa riguarda il regime di libero mercato in cui operano le compagnie assicuratrici. Ciascuna è libera di applicare le tariffe che ritiene opportune. Da quando è stato abolito il tacito rinnovo e il cliente è, altrettanto, libero di cambiare la compagnia assicurativa per cercare una più conveniente, le compagnie offrono promozioni molto interessanti e convincenti, ma spesso durano solo un anno e il premio torna a livelli di mercato.

I fattori “naturali” che comportano l’aumento del premio assicurativo

Indipendentemente dalle offerte delle compagnie, dalle scelte dell’assicurato, dal numero delle garanzie accessorie, dalla presenza o meno di sinistri nell’arco degli anni, vi sono anche cause “naturali” all’aumento apparentemente ingiustificato dei prezzi delle polizze assicurative.

La prima è l’inflazione così come per qualsiasi prodotto commerciale sul mercato. Pur essendo un elemento meno influente con la moneta unica, l’inflazione resta un meccanismo ancora ben presente nei meccanismi economici.

Un altro elemento che comporta un incremento delle polizze assicurative in genere è la periodica variazione dei criteri e delle condizioni per stabilire i premi. Tutte le compagnie, infatti, calcolano i premi assicurativi in base a criteri e parametri di rischio che vanno rivalutati di tanto in tanto, sia perché cambiano le condizioni ambientali in genere, sia perché cambiano le leggi e il conseguente adeguamento. Una delle condizioni che può far cambiare i criteri di calcolo, per esempio, è il grado di sinistrosità di una città. A volte le strade e la loro cattiva manutenzione possono aumentare il rischio di incidenti, provocando un rating di sinistrosità negativo per una particolare zona residenziale o un’intera area metropolitana e pertanto all’aumentare del rischio aumenta anche il ricalcolo del premio assicurativo verso l’alto.

Un rincaro delle polizze è anche determinato dall’adeguamento dei massimali ai minimi stabiliti per legge sulle condizioni di copertura. Allo stesso modo, tasse e imposte vanno a influire sul calcolo del premio assicurativo. Le imposte sono, tra le altre cose, chiaramente specificate e indicate sul contratto e sull’importo della polizza. Infine, tra i tanti fattori che possono influire sull’incremento del premio si deve contemplare anche la commissione di agenzia, su cui le agenzie possono, però, agire con sconti e offerte per rimanere competitive sul mercato.

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