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Perché parlare di salute mentale è ancora un tabù?

La salute mentale è un tema molto combattuto e ancora oggi è difficile parlare apertamente di sanità mentale. Scopriamo cosa vuol dire affacciarsi al mondo psicologico per capire meglio tutte le dinamiche

Secondo un articolo de “La Stampa“: in Italia sono 17 milioni le persone che soffrono di disturbi mentali e secondo le stime degli esperti: i disturbi aumenteranno sempre con l’andare del tempo. Secondo alcuni, la complessità del tema della sanità mentale va di pari passo con la modernità (anche se non sono ben chiari tutti i motivi).

Quali sono i disturbi psicologici più comuni?

La problematica per eccellenza (per numero di casi) è rappresentata dalla depressione, fenomeno che ha a che fare con milioni di italiani. Un altro fattore psicologico da tenere bene a mente è rappresentato dai disturbi d’ansia e dagli attacchi di panico. Come se non bastasse, a completare il quadro già abbastanza complicato di per sé ci pensa il fenomeno del disturbo ossessivo compulsivo, un disturbo psicologico che ha al centro di interesse il tema delle ossessioni. Quest’ultimo disturbo è molto allarmante perché oltre ad essere invalidante sta conoscendo una forte espansione tra le menti delle persone.

Il problema dei disordini psicologici inizia con l’adolescenza

Perché parlare di salute mentale è ancora un tabù?

Ebbene sì, è corretto dire che il tema della salute mentale è una problematica che già da tempo interessa il mondo dei giovani. Il motivo di tutto questo è dato dal fatto che i giovani hanno una mente simile a una spugna dato che assorbono quante più informazioni possibili per essere in grado di diventare adulto (assumendo col tempo una propria identità).

Quello che non molti sanno però, è che essere adolescenti comporta una serie non definibile di problematiche: lo stress, il senso di inadeguatezza, l’ipersensibilità, i possibili episodi di bullismo e le influenze negative degli altri coetanei. Insomma, essere adolescenti è alquanto difficile, inoltre se ci fermiamo a pensare che i giovani, per un motivo o l’altro, sono proprio i più indifesi verso i disturbi mentali (come quelli di cui abbiamo fatto menzione nel primo paragrafo) appare molto chiaro che gli adulti devono interessarsi molto di più al mondo dei giovani.

Perché non si può parlare di sanità mentale?

E rieccoci alla domanda principale dell’articolo. Ci sono alcuni motivi molto chiari che spiegano come mai parlare di sanità mentale è ancora proibito: in primis la difficoltà ad arrivare ad una cura, in secondo lo scarso grado di coinvolgimento del governo all’interno di questa problematica. Parlare di disturbi psicologici vuol dire parlare di qualcosa di sì complesso, ma soprattutto fastidioso. Basti pensare al bigottismo dell’Italia nei confronti di una malattia come l’Aids per capire che il nostro paese è ancora molto indietro su alcune tematiche.

Quello che ci preme dire per concludere l’articolo, è che il nostro paese deve iniziare a confrontarsi con questa problematica (ricordiamo che ci sono 17 milioni di italiani che soffrono di disturbi psicologici). Non farlo vuol dire non affrontare un problema così delicato, e di conseguenza vuol dire rinnegare i milioni di italiani che soffrono e si sentono stigmatizzati da questa campagna negazionista.

Se volete approfondire il tema dei giovani vi suggeriamo di leggere questo articolo (https://metropolitanmagazine.it/giovani-italia-difficile-motivi/).

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